11 Gennaio 2017: Juventus – Atalanta

É l’ 11 Gennaio 2017 e Juventus ed Atalanta si sfidano in questa gara valevole per gli Ottavi di Finale (gara unica) della Coppa Italia TIM 2016-17 all’ ‘Allianz Stadium’ di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l’ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l’allenatore livornese.

Per quanto riguarda la coppa nazionale, i nostri ‘eroi in bianconero’ dopo aver saltato con difficoltá l’avversario bergamasco procedono la loro strada vincente! Strada che a Maggio li vedrá alzare il trofeo battendo la Lazio per 2-0.

Buona Visione!


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Stagione 2016-2017 – Coppa Italia – Ottavi
Torino – Juventus Stadium
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 20:45 
JUVENTUS-ATALANTA 3-2
MARCATORI: Dybala 22, Mandzukic 34, Konko 72, Pjanic rigore 75, Latte Lath 81

JUVENTUS (4-3-1-2): Neto, Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah, Marchisio C. (Sturaro 46), Hernanes, Rincon, Pjanic (Bonucci 81), Dybala (Pjaca 62), Mandzukic
A disposizione: Del Favero, Audero, Semprini, Khedira, Cuadrado, Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri

ATALANTA (3-4-1-2): Berisha, Toloi, Caldara, Masiello A., Conti A., Grassi (Latte Lath 60), Freuler, Spinazzola, Kurtic (Konko 46), Petagna, D’Alessandro (Gomez A. 82)
A disposizione: Sportiello, Bassi, Gatti, Raimondi, Melegoni, Migliaccio, Pesic, Capone
Allenatore: Giampiero Gasperini

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Grassi 29, Toloi 64, Latte Lath 70, Freuler 90+4 (Atalanta)

Nel primo tempo a segno Dybala e Mandzukic. Nella ripresa accorcia Konko. Poi il rigore trasformato da Pjanic e la rete di Latte Lath non basta 
Un nuovo potenziale fenomeno che si intravvede soltanto, una vecchia coppia che si ritrova a meraviglia, uno stadio pieno e vincente, esattamente come in campionato, solo con qualche sofferenza in più.
La Coppa Italia della Juve si scalda in fretta e diventa bollente nel finale: sulla strada del record di tre vittorie consecutive del trofeo a cui puntano i bianconeri, l’Atalanta prende coraggio troppo tardi per fare anche il 3-3 e saluta la compagnia con qualche rimpianto. Del resto, almeno per un’ora, l’applicazione e l’intensità dei bianconeri non sono così diverse da quelle della sfida del 3 dicembre che finì 3-1. Dybala e Mandzukic si ricordano di essere stati una coppia da 36 gol e si scambiano gioie e favori: una sponda del croato libera l’argentino al tiro, per il sinistro dell’1-0; un’imbeccata perfetta della Joya mette Marione davanti alla porta, per un diagonale a mezza altezza che fa fuori Berisha sul 2-0. Tutto molto bello: come il gol del 2-1 di Konko che può riaprire la partita ma non lo fa davvero, perché tre minuti dopo arriva il fallo da rigore di D’Alessandro su Lichtsteiner. Il 3-2 di Latte Lath serve solo a tenere la Juve sul pezzo fino all’ultimo. 
Allegri ai quarti aspetta la vincente di Milan-Torino e si gode questo bel rebus in attacco: Dybala si trova molto meglio e ed è più pericoloso quando gioca con Mandzukic, rispetto ad Higuain. Ma a sua volta il Pipita rende di più quando gioca col connazionale. La soluzione sta nella crescita della condizione di Dybala, mercoledì alla seconda partita da titolare a 81 giorni dall’infortunio. Se l’argentino sbarbato non è ancora al top e nonostante questo gioca già così, allora per Allegri sarà tutto più semplice. Il fenomeno nuovo non è ovviamente Dybala (per il quale secondo la stampa spagnola il Real Madrid sarebbe già pronto a investire 105 milioni), tantomeno Tomas Rincon, mercoledì all’esordio da titolare. Trattasi di Marko Pjaca, al rientro dopo 3 mesi per un’infrazione al perone comunicata dai medici della Nazionale croata e inizialmente sconfessata da quelli juventini. Per nessuno dei tanti giovani che ha lanciato, Allegri ha speso parole così buone. L’eleganza, la tecnica e la potenza di Pjaca, ora visibili anche al popolo, ne fanno davvero un acquisto nuovo di zecca. Allegri ritrova anche Bonucci dopo un mese e mezzo di assenza e riporta Marchisio per 45’ nell’antico ruolo di mezzala, a destra: nel 4-3-2-1, con Pjanic e Dybala dietro al centravanti di turno, serve più qualità negli inserimenti. Però poi resterebbe il problema del regista basso. Magari Rincon può essere un’alternativa da provare: più titubante di questo Hernanes non può essere.

Paolo Tomaselli 


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