11 Marzo 1984: Sampdoria – Juventus

É l’ 11 Marzo 1984 e Sampdoria e Juventus si sfidano nella settima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio ‘Luigi Ferraris – Marassi’ di Genova.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida una Samp in piena forma. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l’ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall’altre parte i blucerchiati finira’ settimo – per un soffio fuori dalle Coppe Europee.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1983-1984 – 7 ritorno
Genova – Stadio Luigi Ferraris
Domenica 11 marzo 1984 ore 15.00
SAMPDORIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Brady rigore 59, Platini rigore 84

SAMPDORIA: Bordon, Galia, Pellegrini, Pari, Vierchowod, Renica, Casagrande, Scanziani, Mancini, Brady, Zanone (Francis 80)
Allenatore: Renzo Ulivieri

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini (Vignola 60), Brio, Scirea, Prandelli, Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin



Il pari sta bene a Trap che fa elogi a Prandelli
Solo Platini ha qualche perplessità sulla tattica adottata: <<Noi par- tiamo per pareggiare

GENOVA-Alla fine i conti sono tornati – alla Juve la soddisfazione è generale. Genova e la Samp costituivano uno del trabocchetti più pericolosi e il fatto di esserne usciti indenni riemple di ottimismo I bianconeri. E anche se le prime parole pronunciate da Trapattoni sanno di critica nei confronti della squadra, la conclusione è sicuramente all’insegna della fiducia.

Sentiamo allora l’allenatore juventino

“Sapevamo di dover soffrire e in effetti la Sampdoria ci ha impegnati duramente. Purtroppo ho dovuto fare affidamento su gente resa un po’ fiacca dalla partita disputata mercoledi a Strasburgo ma la rabbiosa reazione della squadra al gol degli avversari à stata determinante ai fini del risultato. Nel primo tempo, la Sampdoria ha manifestato supremanzia costruendo almeno tre grosse occasioni ma nel secondo la Juve ha imposto il suo gioco restituendo la botta.”

Prandelil al posto di Penzo: una mossa a sorpresa (peraltro prevista da qualcuno) con la quale Trapattoni ha voluto cautelarsi dalle offensive blucerchiate, una decisione che ha provocato peró al tecnico bianconero anche qualche accusa di pavidita. Ma lui, forte del risultato, ne trae motivo di vanto

“Avete visto come Prandelli è riuscito a controllare Brady? Un uomo come Liam non lo si può certo for scorazzare per il campo a proprio piacimento..

Quindi un elogio alla forza di carattere dei bianconeri

“Sono contento perché per la terza o quarta volta nel corso del campionato la mia squadra è riuscita a recuperare lo svantaggio. Questa è saldezza morale.”

-Un punto in meno, le inseguitrici cominciano a sperare….

“Sapevamo di dover affrontare quattro gare difficili. Quelle con il Milan e il Torino le abbiamo superate brillantemente, ora ci siamo lasciati alle spalle anche quella con la Samp ma il nostro vantaggio rimane consistente, la Roma si è avvicinata, vedremo che cosa succederà nella sfida diretta.”

“Il campionato è finito? Ne parleremo piu in là, intanto chiedo ai miei ragazzi di mantenere la grande concentrazione che hanno.”

Negli spogliatoi, è stata consegnata a Platini la Scarpa d’argento, premio assegnato dal giornale genovese Il Lavoro in seguito a un referendum indetto tra tutti i quotidiani Italiani. Un trofeo e un punto prezioso, pertanto una giornata molto positiva. Il francese, a quanto pare, ha deciso di fare lo scettico blu e risponde: 

“Quanto sará prezioso questo pareggio lo vedremo in seguito.”

Qualcuno prova allora a stuzzicario peraltro chiedendogli il motivo per il quale la Juve debba andare in svantaggio per manifestare rabbla. Una smorfia, quindi un’allusione che potrebbe essere tattica

“Certo, perche noi partiamo per pareggiare.”

Il campionato sarà deciso da Roma-Juventus? Non credo, si andrà avanti nell’incertezza sino al termine.

Dictottesimo gol, Zico e distanziato.

“Mi sento un vigliacco”, ribatte Platini con spirito, “forse ne ho approfittato perché lui non giocava.”

Rigore o no? Il dilemma divide le due fazioni in campo. Scirea dice: 

“Non so neppure spiegare bene quel che è accaduto anche per che in campo talvolta è difficile rendersi conto di quel che avviene. Invece del rigore alla Samp, io ho addirituttra creduto che Casarin avesse fischiato un fallo a nostro favore perché Mancini è caduto dopo aver agganciato la palla. Il mio intervento è stato assolutamente corretto.”

Cabrini, in compenso, ha visto tutti i crismi dell’equità nel rigore assegnato alla sua squadra: “E’ stata una trattenuta a farmi cadere mentre stavo per buttarmi sul traversone di Rossi.”

Tacconi conferma la tesi di Scirea: 

“Non esistevano gli estremi per il penalty a favore della Samp: Mancini è caduto perché si é lanciato.” 

Brio, infine, elogia il suo avversario usando addirittura del superlativi: 

«Mancini è un grandissimo giocatore, credo che presta lo vedremo in Nazionale. E’stato sicuramente uno degli attaccanti più difficili che mi sia toccato controllare.”

Pier Carlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 12 marzo 1984



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La Stampa 12 marzo 1984

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