11 Marzo 2018: Juventus – Udinese

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É l’11 Marzo 2018 e Juventus ed Udinese si sfidano nella Nona Giornata del Girone di Ritorno della Serie A TIM 2017-18 alla ‘Juventus Stadium’ di Torino.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall’altra parte ci sono i friuliani che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i bianconeri udinesi  si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione! 

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Stagione 2017-2018 – Campionato di Serie A – 9 ritorno
Torino – Allianz Stadium
domenica 11 marzo 2018 ore 15:00 
JUVENTUS-UDINESE 2-0
MARCATORI: Dybala 20, Dybala 49

JUVENTUS (4-2-3-1): Szczesny, De Sciglio, Rugani, (c) Chiellini, Asamoah, Khedira (Matuidi 63), Marchisio C., Douglas Costa (Bentancur 88), Dybala, Sturaro, Higuain (Mandzukic 73). 
A disposizione: Buffon, Del Favero, Benatia, Pjanic, Barzagli, Howedes. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

UDINESE (3-5-1-1): Bizzarri, Nuytinck, Angella, Samir, Widmer, Barak (Balic 70), Behrami (De Paul 76), Fofana, Ali Adnan, Jankto, Maxi Lopez (Perica 61). 
A disposizione: Scuffet, Borsellini, Zampano, Ingelsson, Pontisso, Halfredsson, Pezzella Gi. 
Allenatore: Massimo Oddo

ARBITRO: Giacomelli
RIGORI FALLITI: Higuain 38 (Juventus)
AMMONIZIONI: Chiellini 2 (Juventus); Angella 19, Perica 90 (Udinese)



Dopo la rete qualificazione in Champions, l’argentino si ripete e decide la sfida con due gol. Higuain sbaglia un rigore
TORINO – Senza sapere quanto sarebbe durato, alle 16.55 la Juventus ha rimesso il naso davanti al Napoli (risultato confermato in serata dallo 0-0 tra Inter e partenopei), senza sforzo e senza fatica. Il 2-0 sull’Udinese è di una precisione assoluta: netto, indiscutibile e chirurgico, perché i bianconeri hanno vinto con una lucidissima interpretazione della partita, che comprendeva anche l’adattamento ai limiti di giornata (un’evidente stanchezza generale e una formazione inevitabilmente rabberciata). La Juve sapeva che avrebbe dovuto saggiare, dosare, al limite soffrire e comunque calcolare e l’ha fatto benissimo, contenendo gli slanci iniziali dell’Udinese –  che aveva puntato tutto sulla possanza fisica dei suoi incursori, Barak, Jantko e Fofana – e poi dando alla partita pochi ma violenti scossoni che hanno progressivamente sfibrato l’Udinese, infine condannata con i colpo di classe, che sono quelli che hanno scritto la differenza. Non è infatti un caso che il risultato porti il marchio di Dybala, definitivamente tornato ai livelli dell’autunno scorso.
La Joya ha sbloccato il risultato con un punizione delle sue, il classico tiro mancino a scavalcare la barriera. Il fallo era stato di Angella su Higuain, che poco più tardi (37′) ha perso l’occasione di chiudere la gara in anticipo, e rimpolpare il suo bottino, facendosi parare da Bizzarri (bravissimo, comunque, nel tuffarsi con tempestività alla sua destra) un rigore concesso per un altro goffo intervento di Angella, questa volta su Dybala. È il quarto rigore che quest’anno la Juve sbaglia, ognuno degli argentini ne ha sprecati due a testa e questa volta Allegri si è arrabbiato molto, perché il rigorista designato era Dybala. “Ma poi hanno deciso loro: se uno ha già segnato, vogliono che segni anche l’altro”. La prossima volta, l’ordine arriverà della panchina e non verrà disatteso.
L’imprevisto non ha comunque provocato cambiamenti di traiettoria. L’Udinese ha perso presto slancio e la Juve ha controllato la situazione a suo piacimento costruendo anche qualche manovra esteticamente apprezzabile, tipo quella che ha portato al 2-0: il lancio profondo Asamoah ha raggiunto in area Higuain, il quale è stato molto bravo a difendere il pallone dai tentativi velleitari di Angella (sempre lui) fino a porgerlo al momento a giusto a Dybala, che ha giustiziato il connazionale Bizzarri con un destro puntuale e preciso. La Joya ha avuto un altro paio di opportunità per arrotondare (ottima la parata di Bizzarri al 33′ st), ma in fin dei conti alla Juve interessava avere quello che avuto: i tre punti con un moderato dispendio di energie, considerato che mercoledì è già in calendario il recupero con l’Atalanta.
La Juve non ha dato spettacolo si è espressa come si deve perché ha sempre mantenuto la partita nella propria disponibilità, dominandola a livello tecnico. E questo può anche voler dire giocare bene, concetto invece non applicabile alla vittoria di Wembley dove la Juve ha invece giocato malissimo, finendo spesso in balia dell’avversario, difendendo bene solamente nell’ultimo quarto d’ora di trincea e attaccando di rado, anche se due attacchi sono stati sufficienti. Ecco perché quella di Londra può essere definita una vittoria fortunata e per molti versi casuale, mentre quella sull’Udinese è stata una vera e propria dimostrazione di forza. L’atteggiamento bianconero della domenica è stato descritto benissimo dall’intervento rude di Chiellini su Jankto dopo una novantina di secondi: il ceco stava per involarsi sulla destra e l’azzurro lo ha stroncato senza mezzi termini, beccandosi la sacrosanta ammonizione ma soprattutto facendo capire a tutti che la Juve non avrebbe indossato i guanti bianchi, per perseguire la vittoria. È anche per questa duttilità psicologica che i bianconeri vincono quasi sempre e quasi tutto.
Emanuele Gamba 

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