12 Febbraio 1989: Verona – Juventus

É il 12 Febbraio 1989 e Verona Juventus si sfidano nella diciassettesima (ed ultima) giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio ‘Marc’Antonio Bentegodi’ di Verona.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di ‘Le Roi’ Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. Dall’altra parte c’è un Verona che termina il campionato al limite della zona retrocessione. Un campionato amaro per gli scaligeri che fino a poche stagioni prima lottavano (e vincevano) per lo Scudetto.

Buona Visione!


verona

Stagione 1988-1989 – Campionato di Serie A – 17 andata
Verona – Stadio Marcantonio Bentegodi
Domenica 12 febbraio 1989 ore 15:00
VERONA-JUVENTUS 2-0
MARCATORI: Pacione 15, Pacione 18

VERONA: Cervone, Marangon F., Volpecina, Iachini, Bonetti D., Soldà, Terraciano, Troglio, Galderisi (Bruni 88), Bortolazzi, Pacione
Allenatore: Osvaldo Bagnoli

JUVENTUS: Tacconi, Favero, De Agostini, Galia, Cabrini, Tricella, Marocchi, Rui Barros, Buso, Zavarov (Mauro 46), Laudrup (Altobelli 68)
Allenatore: Dino Zoff

ARBITRO: Longhi



Nello spogliatoio bianconero affiorano sintomi di scoramento e velate accuse 
Mauro: «Tutti colpevoli» 
«Ho le mie idee sui gol presi» 
– Tacconi: «Sulla prima rete credevo che Cabrini buttasse via la sfera» 
– Zavarov: «E’ crisi» 
VERONA — Cabrini e Tacconi si dividono le colpe sul primo gol, Favero ammette d’aver sbagliato tempo su Pacione sul raddoppio, Zavarov parla di crisi e Mauro piange pensando alla classifica che era e non è più. E qua e là affiorano piccoli sintomi di scoramento, preoccupanti e imbarazzanti segnali di incomprensioni, velate accuse. 
Dice Cabrini: 
“Non è vero che mi sono trovato in difficoltà a seguire Pacione prima e Galderisi poi. In occasione del primo gol ho cercato di buttar via la palla: non ci sono arrivato. Sul secondo toccava a Favero controllare Pacione visto che si trattava di corner, io ero su Bonetti, De Agostini su Galderisi. Ad ogni sconfitta bisogna dare la giusta interpretazione, ma non spetta a me dire qual è. Oggi la Juve non sì è sicuramente espressa come sempre fuori casa. Non guardo mai alla prestazione dei singoli, mi interessa il collettivo e a Verona non è stata buono”. 
Tacconi spiega: 
“Pensavo che Cabrini intervenisse e buttasse via la sfera, invece quando ho visto che non ce l’avrebbe fatta era tardi. Diciamo che c’è stato un concorso di colpe. Ci puniscono al primo errore, meno male che siamo a una domenica in meno dalla fine di questo campionato. Sul secondo gol è stato bravo Pacione a bruciare tutti sul tempo. Il problema della Juve è solo il risultato, attacchiamo inutilmente per 80′. I nostri obiettivi restano invariati: Coppa Uefa col Napoli e zona Uefa da tenere a tutti i costi». 
Favero ammette: 
“Sul primo gol Pacione è stato fortunato, sul secondo ho sbagliato, tentando di rimediare ho anche pizzicato la palla con la testa. Inutile demoralizzarsi: dobbiam pensare a domenica prossima. Occasioni anche a Verona ne abbiamo create, riusciremo prima o poi a concretizzarle». 
Mauro invece è abbattuto, non ce la fa a far finta di nulla: 
“La posizione in classifica comincia a farsi brutta, abbiamo conquistato solo due punti nelle ultime cinque domeniche. E dire che dopo la vittoria dì Roma pensavamo di poterci reinserire nel discorso scudetto. Di chi la colpa? Quando va bene è merito di tutti, quando va male la responsabilità credo sia ugualmente di tutti, tecnico compreso. Io ho le mie idee sui gol presi ma le tengo per me. Sono entrato nella ripresa, è una situazione strana quella della Juve, siamo tutti a disposizione e allo stesso tempo pronti ad andare in panchina. Ho sostituito Zavarov, si vede a occhio nudo che il sovietico ha dei problemi ma sono il primo a sperare che li risolva in fretta». 
Zavarov si esprime a concreti monosillabi: 
“E’ crisi, mi spiace. Sulla sostituzione non dico nulla, sono problemi tecnici. Posso solo ripetere che non mi sento affatto stanco, ora dobbiamo far qualcosa per uscire da questa brutta situazione.” 
Laudrup? 
“Non avevo niente da dire prima della partita, non dico nulla neanche dopo» 
e vola in Danimarca con la spalla fasciata a causa di un ruzzolone per un contrasto con Bonetti, a vedere il figlio neonato. Barros è di fretta, oggi va a Lisbona dove mercoledì affronta il Belgio per le qualificazioni mondiali: 
«Ho avuto una buona occasione ma ho alzato troppo la mira». 
Altobelli, infortunato, è prima finito in panca e poi è addirittura entrato: 
«Ho cercato di dare il mio apporto, ma non è bastato. Ora comincia a mancare l’entusiasmo, dobbiamo ritrovare umiltà». 
Quella di Marocchi? Magari. Dice il miglior juventino: 
“Difficile analizzare una gara in cui improvvisamente ci siamo trovati sotto di 2 gol. Non ci resta che prender atto del ko e pensare a fare tanti punti al più presto. I cambiamenti operati da Zoff non c’entrano, i gol continuiamo a prenderli lo stesso e non riusciamo più a farli». 
Da Brio un’amara riflessione: 
“Capita a chi gioca di non esprimersi al massimo, non a chi va in tribuna. Ma sono il primo a rispettare le scelte del tecnico». 
Qualcosa non va, Zoff per primo lo sa. 
Franco Badolato

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