13 Febbraio 1994: Juventus – Lecce

É il 13 Febbraio 1994 e Juventus e Lecce si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio ‘Delle Alpi’  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c’é l’inarrivabile Milan di Fabio Capello che ‘ammazza’ il campionato fin dall’inzio. Dall’altre parte c’é un Lecce che allenato dall’ex coach bianconero Rino Marchesi deve salutare il massimo campionato nostrano dopo una stagione sicuramente non all’altezza.

Buona Visione! 


juve


Campionato di Serie A 1993-1994 – 6 ritorno
Torino – Stadio Delle Alpi
Domenica 13 febbraio 1994 ore 15.00
JUVENTUS-LECCE 5-1
MARCATORI
: Moeller 2, Marocchi 25, Ravanelli 26, Baggio
R. 51, Ayew 60, Ravanelli 67

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Fortunato A., Marocchi,
Kohler, Torricelli, Di Livio (Galia 84), Conte A. (Francesconi 75), Ravanelli,
Baggio R., Moeller
Allenatore:
Giovanni
Trapattoni
 
LECCE: Gatta, Biondo, Altobelli, Trinchera, Ceramicola,
Verga, Gazzani (Erba 58), Padalino, Ayew, Notaristefano, Gerson (Olive 80)
Allenatore:
Rino
Marchesi

ARBITRO: Brignoccoli


LE PAGELLE 
Il Soldatino prende i gradi 
Di Livio, idee, brio e tanti cross 
Ravanelli, 4 gol in quattro gare 
PERUZZI 6. L’unico cassaintegrato felice del Gruppo. Non può far nulla sul tocco di Ajew, si muove con un certo impaccio su un tiro di Erba che lo coglie (è il caso di dirlo) a freddo. 
PORRINI 6,5. Prova pure la strada del gol, su uno scambio con Ravanelli, che sfrutta malissimo. Il brasiliano Gerson non è una punta, a lui basta pochissimo per domarlo.
FORTUNATO 6. Tante ne ha viste e patite nell’inizio di stagione che gioca come se attendesse da un momento all’altro la disgrazia. Frenatissimo. 
MAROCCHI 7. Un gol da attaccante vero e da atleta integro: un bello zompo, insomma, per quanto lo faciliti il mancato contrasto dei difensori leccesi. Gioca da regista arretrato e con molta facilità. 
KOHLER 6,5. Partite come questa contengono un pericolo per lui: si convince della propria inutilità in difesa e dimentica il proprio avversario per andare avanti. Gli succede all’inizio della ripresa, dopo aver domato Ajew, e questi ne approfitta per segnare. Dopodiché riecco il Kohler d’acciaio sprezzante. 
TORRICELLI 6. Gioca poco, nel senso che la difesa bianconera non è quasi mai impegnata. Un paio di errori di posizione. 
DI LIVIO 7,5. Abbondiamo nel voto per una volta e con piacere, perché il Soldatino ha preso i gradi, non si limita più a fare meccanicamente da stantuffo ma realizza idee per l’attacco: erano anni che la Juve mancava di un’ala vera, capace di farsi spazio per il cross e di azzeccarlo. Assist-man ieri ha ispirato tre gol e quasi tutte le azioni più pericolose. Una certezza per il futuro. 
(87′ Galia s.v.) 
CONTE 6,5. Restiamo stupiti della scelta di non chiamarlo in Nazionale. Un’altra prestazione positiva, che avrebbe impreziosito con un gol al volo, se la palla non avesse sbattuto sul palo 
(dal 75′ Francesconi s.v.)
RAVANELLI 7,5. Quattro gol nelle ultime quattro partite, ma soprattutto la capacità di giocare non soltanto per sé. Il Marine, qualunque siano le scelte di mercato, merita la conferma. 
BAGGIO R. 6. Da quando gli hanno dato il Pallone d’Oro ha perso la grazia divina, si è un po’ afflosciato per ragioni, immaginiamo, di tenuta atletica. Lo notiamo per una punizione e per il gol, il secondo consecutivo realizzato di testa, dopo quello col Foggia. E pensare che non ne aveva mai fatti prima. 
MOELLER 6. Gol facile, ma importante. E un certo contributo in più alla manovra. Forse avverte odor di bruciato. 
GATTA 5,5. Tre gol di testa e gli altri due da distanza ravvicinata. La sua colpa è di uscire troppo poco. Perciò non gli si possono dare grandi colpe. 
BIONDO 6. Ritrova Baggio, non lo annulla come nell’andata, ma neppure è in soggezione. 
ALTOBELLI 4,5. Sta dalla parte di Di Livio. Con quel cognome continueremo a ricordare soltanto un grande centravanti dell’Inter. 
TRINCHERÀ 5. Il Lecce vuole solo giocatori a basso costo e senza pretese. Ecco un esempio. 
CERAMICOLA 5. Per quanto si adopri, dov’era mentre Ravanelli combinava tanti guai? 
VERGA 5. Mai che azzecchi un raddoppio di marcatura. 
GAZZANI 6. Se non altro frena Fortunato 
(57′ Erba 6, prova un tiraccio, certo non può cambiare la partita) 
PADALINO 5,5. Come gli altri del centrocampo leccese è sempre in affanno. 
AYEW 6. Le treccine povere del campionato: però non si spaventa di Kohler e riesce pure a beffarlo. 
NOTARISTEFANO 5,5. Era un antico pupillo di Marchesi, che l’avrebbe voluto nella Juve: oggi che l’ha in carico probabilmente comprende la boutade. 
GERSON 5. Vale il discorso fatto per Altobelli: con quel cognome continueremo a ricordare un grande giocatore del Brasile Anni 70. 
(79′ Olive, s.v.) 
L’arbitro Brignoccoli 6, una gara liscia come l’acqua.
Marco Ansaldo

Fabrizio

Giancarlo

curva

ultras

roberto

juventus
lecce

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lecce

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