13 Febbraio 2011: Juventus – Inter

É il 13 Febbraio 2011 e Juventus e Inter si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2010-11 allo Stadio ‘Olimpico’ di Torino.

La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri é ancora pervasa dall’incubo di Calciopoli (piu’ sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un annata (quella precedente) fallimentare si appresta a viverna un’altra tale quale. Alla fine sará solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. L’Inter dal canto suo viene da una stagione stellare, ma peró avendo perso il suo mentore José Mourinho, non riesce ad essere lo squadrone che fu. Alla fine lo scudetto lo vince il Milan di Massimiliano Allegri.

Buona Visione!


juve

Campionato di Serie A 2010-2011 – 6 ritorno
Torino – Stadio Olimpico
Domenica 13 febbraio 2011 ore 20.45
JUVENTUS-INTER 1-0
MARCATORI: Matri 30

JUVENTUS: Buffon, Sorensen, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Krasic, Felipe Melo (Sissoko 74), Aquilani, Marchisio C. (Pepe 72), Toni (Iaquinta 65), Matri
Allenatore : Luigi Del Neri

INTER: Julio Cesar, Maicon, Ranocchia, Cordoba, Zanetti J., Kharja (Pandev 60), Thiago Motta, Cambiasso (Nagatomo 73), Sneijder, Pazzini, Eto’o
Allenatore : Leonardo

ARBITRO: Valeri



I bianconeri vincono 1-0 la sfida con la squadra di Leonardo e si rilancia nella corsa Champions. Decisivo l’attaccante ex Cagliari. Traversa clamorosa di Eto’o

TORINO -La Juventus batte l’Inter 1 a 0, e tornano in mente le recenti dichiarazioni di Delneri (”Difficile fare gol senza attaccanti”). Detto, fatto, dopo Cagliari arriva un successo fondamentale nella gara più sentita, in campo e fuori: Matri è l’uomo del match, non solo per il gol ma per l’aiuto costante dato al centrocampo e lo stoicismo finale, quando tiene sotto scacco la difesa interista nonostante una limitante botta al fianco. Ovvio che gli obbiettivi dei bianconeri siano ormai circoscritti ad un posto Champions, ma le premesse sono incoraggianti, a cominciare dalla porta inviolata in casa: in stagione era accaduto solo una volta contro il Lecce. Non esaltante la prova dell’Inter. Leonardo deve sommare ad una difesa permeabile, anche una inusuale apatia in zona gol: il pari sbagliato da Eto’o nel finale grida vendetta. Nella ricorsa dei nerazzurri alla vetta, crocevia fondamentale sarà la gara di Firenze: in caso di mancata vittoria, Milan di nuovo lontanissimo.

MAICON UOMO CHIAVE – Anche se le scelte di Delneri si erano palesate già a Cagliari, il 4-4-2 del tecnico calza per un ideale antidoto all’Inter. Basta pensare una delle soluzioni preferite dai nerazzurri, la cavalcata di Maicon sul settore destro, deve superare barriere del calibro di Marchisio e Chiellini. Ma se la ‘la migliore difesa è l’attacco’, ecco che il terzino sinistro bianconero, dati alla mano, almeno nel primo tempo si sgancia quasi come il collega nerazzurro. L’Inter potrebbe sfondare sul versante opposto. Krasic duella con Zanetti, ma Eto’o, che potrebbe creare problemi nell’uno contro uno contro Sorensen, non riesce mai a saltare l’uomo.

IL GUIZZO DI MATRI – In pratica l’Inter ha solo due mezze occasioni: Pazzini, favorito da un rimpallo, non sfrutta la sua per l’intervento di Bonucci, Cambiasso vanifica mandando altissimo al volo di destro la migliore incursione profonda di Maicon. Più Juve insomma. A parte la buona applicazione tattica generale, la squadra di Delneri profonde maggiore gagliardia agonistica. Nella scelta pesante degli attaccanti (Toni e Matri) è insita l’idea di combattimento. Toni è abile nel fare a sportellate creando spazi, ma il finalizzatore è Matri: sua la rete del vantaggio, con un preciso colpo di testa su imbeccata di Sorensen, suo anche l’unico reclamo serio della prima frazione: un intervento al limite di Cordoba in piena area.

ETO’O LA COMBINA GROSSA – L’apertura di ripresa, a parte un colpo di testa di Pazzini ben controllato da Buffon, vede una profusione di energie juventine. La ricerca del raddoppio fallisce in tre circostanze, la più grossa delle quali con Matri, che lasciato ancora libero, non inquadra la porta con un colpo di testa. Dal quarto d’ora in poi, la Juve cala e l’Inter detta il gioco. Si lavora molto anche sulle panchine. Leonardo cambia gradualmente volto alla squadra, rendendola spregiudicata con gli inserimenti di Pandev e Nagatomo per Kharja e Cambiasso. Delneri con i suoi cambi lascia inalterata la filosofia di gioco, anche se la squadra è costretta sulla difensiva. Matri, infortunato a cambi già fatti, manca di poco quello che una volta veniva definito ‘il gol dello zoppo’, ma le situazioni più significative nel finale le crea l’Inter. Maicon imperversa, e su un suo cross basso favorito da un erroraccio di Pepe, Eto’o manca un gol praticamente fatto a porta vuota. Episodio intermedio nella trilogia choc del camerunense: da segnalare un ‘tu per tù perso con Buffon ed una botta al volo clamorosamente mancata.


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