13 Gennaio 1991: Pisa – Juventus

 Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 13 Gennaio 1991 e Pisa e Juventus si sfidano nella sedicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A 1990/91 all’ ‘Arena Garibaldi’ di Pisa.

La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra ‘piú forte della penisola’ con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato ‘calcio champagne’ Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano. Addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni.

Per quanto riguarda i neroazzurri toscani, devono abbondonare la massima serie dopo un campionato lottato con il coltello fra i denti.

Buona Visione!

 

pisa

 

Stagione 1990-1991 – Campionato di Serie A – 16 andata
Pisa – Arena Garibaldi
domenica 13 gennaio 1991 ore 14:30
PISA-JUVENTUS 1-5
MARCATORI: Casiraghi 20, Baggio R. 37, Casiraghi 49, Simeone 59, Casiraghi 73, Baggio R. 80

PISA: Simoni, Fiorentini (Cristallini 45), Lucarelli, Argentesi, Pullo, Boccafresca (Larsen 70), Neri, Simeone, Padovano, Dolcetti, Bosco
Allenatore: Mircea Lucescu

JUVENTUS: Tacconi, Galia, Julio Cesar, Corini (Fortunato D. 74), De Marchi, De Agostini, Haessler, Marocchi (Alessio 81), Casiraghi, Baggio R., Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Amendolia


Casiraghi – Il Killer con il viso d’angelo.
Il giovane bomber bianconero ha scritto a Pisa un’altra pagina importante della sua bella favola. E Lucescu svela i tormenti della vigilia, nella speranza di rendere innocuo l’attaccante

PISA Casiraghi. Come nelle favole. La fata bianconera adopera il killer dalla faccia d’angelo per trafiggere con cinque fendenti il lupetto nerazzurro. Mircea Lucescu e Marco Pullo la rivedranno, in sogno, sputare fuoco e fiamme. Al termine della partita il tecnico rumeno cosi fotografa. quasi una istantanea in bianco e nero, l’incubo: 

“Piovanelli all’ospedale, Casiraghi in campo, ditemi voi come si fa.”

La storia recentissima di Pier Luigi Casiraghi inizia appena otto giorni fa a Torino, Maifredi, a una manciata di minuti dal termine contro il Napoli in dieci che tiene bellamente in scacco la sua squadra, cede ai cori della curva e manda in campo il centrattacco. Appena due mesi dalla doppia operazione alla spalla, giusto il tempo per affondare il colpo decisivo in zona Cesarini. Giovedi sera a Pistoia, in tribuna fra gli altri per assistere all’incontro fra vecchia e nuova Juve, anche Lucescu: 

«Incredibile la carica che da Casiraghi alla squadra, la sua voglia di pallone e di gol galvanizza Tutti, il potenziale dei bianconeri, giù elevatissimo, se ne giova anche sul piano tattico, l’irruenza aerea di Casiraghi esalta il gioco largo, arioso che preferisce Maifredi.”

Quasi una profezia. Per onesta del vero, il tecnico pisano, le contromosse aveva provato a prenderle. Dopo una settimana di dubbi fra Pullo e Calori, aveva scelto come marcatore l’ex milanista. Il piano pareva dare sufficienti garanzie:

“Fermeró il gioco juventino sulle fasce, impedire traversoni per la testa di Casiraghi; costringere i bianconeri all’attacco centrale con palla a terra”. 

Per far risultare la rapiditá e l’anticipo di Pullo questo sperava Lucescu. Il menú romeno per Maifredi pareva alla vigilia sufficientemente profeico, ma questa minestra, a cominciare proprio da Casiraghi, nessun bianconero l’ha bevuta.

Al 20′ il primo fulmine: il Pisa scorda la lezione e sulla palla a mezz’altezza Casiraghi non perdona. Il primo gol è sempre il più importante. Alla fine il bottino personale sale a tre; mai fatti prima in serie A. Unico precedente a Monza, prima ancora di sognare una grande squadra e la nazionale. In tribuna, a proposito, c’era Azeglio Vicini in cerca di gol perduti per la sua soluzione. 

“Sono rientrato da poco” afferma Casiraghi “non è il caso di fare discorsi in chiave azzurra, Vedremo le prossime domeniche, quando avró recuperato la piena forma. Adesso non ho ancora tutti i 90 minuti nelle gambe, infatti verso il 70′ ho cominciato ad accusare la stanchezza».

Casiraghi glissa anche sulla proposta di spostare il tridente juventino in nazionale, però tesse le lodi dei suoi due compagni di reparto: Baggio ha dimostrato che quando é in vena come oggi non hanno nessun valore le disquisizioni so deve giocare regista o mezzupunta. Schillaci è essenziale per la Juve, e contro il Pisa ha fatto un partitone. Gli manca solo il gol. Non solamente l’attacco, per una volta tutti da elogiare, anche la bistrattata difesa: 

“E’ stata la miglior prestazione stagionale della Juve”, 

Casiraghi suona la carica anche a parole, non solo con i gol in campo, a proposito dei quali afferma: 

“Quando si segna νa sempre bene ed ogni rete ha un valore intenso. Comunque, la prima forse è quella più spettacolare, e anche la seconda non è da disprezzare. Gran merito di Haessler, veramente bravo a fornire assist a ripetizione: è la sua maggiore qualità e a Pisa lo ha fatto vedere appieno.”

Con queste premesse si può puntare decisamente al titolo, soprattutto con un Casiraghi cento per cento della fortuna, come scherza l’ex monzese parlando sulle sue condizioni. Fugge via Casiraghi, oggi deve essere a Napoli per adempiere al servizio militare: 

“Non ho tempo per festeggiare la tripletta e la grande vittoria della Juve, ma ce ne saranno tante di occasioni per celebrare i successi da qui alla fine della stagione.” 

Casiraghi lascia gli spogliatoi; un boato lo accoglie all’esterno. A Gigi, si sa, piace la musica e Vasco Rossi 

«perché ha storie vere da raccontare. E un giorno anche lui racconterà ai nipoti di una vita spericolata, fra infortuni, balzi paurosi, contrasti col brivido e tanti gol.”

Renzo Castelli
tratto da: La Stampa 14 gennaio 1991


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