15 Marzo 1981: Torino – Juventus

Si sa che ‘Il Derby della Mole‘ non é una sempice partita e neanche un derby come tutti gli altri! Ed anche questo non fu differente! Infatti il 15 Marzo 1981 e Torino e Juventus si sfidano nella sesta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81. Tutto si svolge come di consueto in quegl’anni allo Stadio ‘Comunale’ di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l’ Inter l’anno prima li aveva beffati sul traguardo tricolore. Sará una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterá i nostri beniamini verso il dicianovesimo tricolore. Dall’altra parte c’é un Toro che dopo una stagione tribolata e sotto le aspettative riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 – 6 ritorno
Torino – Stadio Comunale
Domenica 15 marzo 1981 ore 15.00
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Brady 43, Cabrini 87

TORINO: Terraneo, Cuttone, Volpati, Zaccarelli (Masi 46), Danova, Van de Korput, Sala P., Pecci, Graziani, Sclosa (D’Amico 64), Pulici
Allenatore: Romano Cazzaniga

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino (Verza 79), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Prandelli 64)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Presidenti, tecnici e giocatori delle due squadre concordi nel ritenere giusto il risultato del derby 
Sono tutti d’accordo: Juventus più forte 
Furino: « Una giornata meravigliosa» 
Bettega ammette: «Temevamo di subire un gol» 
Tardelli: «E’ stato il derby più bello» 
Brady: «Dedico la rete a mia moglie» 
TORINO — Quinta vittoria consecutiva, quindicesimo risultato utile, successo nel derby dopo diciassette mesi di amaro digiuno: ci sono tante motivazioni perché i bianconeri si lascino trascinare da momenti di autentica felicità, seppur contenuta nei toni. Una vittoria cercata, perfino preannunciata alla vigilia dai protagonisti, i quali dimostrano particolare gioia negli spogliatoi nel verificare che sul campo si sono avverate le ardite profezie. Questa volta, dunque, il derby è andato alla Juventus. Bettega fa però notare che durante una sfida cittadina non si può giocare nemmeno un minuto con animo sereno, poiché tante sono le insidie, troppe le contraddizioni. 

«Abbiamo sempre controllato l’andamento del gioco — dice — nel primo quarto d’ora del secondo tempo potevamo addirittura chiudere, la partita, però esisteva, forse nel nostro subconscio, la eventualità di subire un gol, come un fulmine a ciel sereno, come spesso ci è capitato nei precedenti derby. Il Torino è partito bene, noi abbiamo proseguito meglio, e dobbiamo riconoscere che il nostro contingente avversario non è in un momento eccellente. Noi, invece, eravamo consapevoli delle nostre possibilità, che in questo periodo sono moltissime». 

Il caldo, la primavera che batte alle porte, possono danneggiare una squadra, come la vostra, che fa del movimento l’arma più efficace? 

«La squadra si muove con sincronismo, costruisce e finalizza senza fatica. E poi il gol realizzato da Cabrini, allo scadere del match, è la prova migliore che la salute non manca. Le vittorie del Napoli e della Roma? Io credo che saranno proprio loro a essere più infastiditi per il nostro successo. In fondo, loro giocavano in casa, mentre da un derby non si sa mai cosa può venir fuori». 

Il più felice è Beppe Furino, il capitano. Ha perduto tante volte; dunque il sapore di un successo lo elettrizza in modo speciale. 
“E’ stato uno dei più bei pomeriggi della mia vita. Una giornata meravigliosa, durante la quale ho visto una grande Juventus. Tanto grande che lascia sperare per un buon epilogo in campionato. Sul sottoscritto e sulla mia longevità che aggiungere? Se sono ancora qui vuol dire che ho ancora tanta birra in corpo. Gioco finché me la sento.” 
Le tante galoppate, le rincorse, le spinte verticali, i tentativi offensivi non hanno tolto il respiro a Marco Tardelli, il quale dimostra una loquacità particolare. 
«Avevo detto che Brady sarebbe stato l’uomo-vincente! Il derby presenta sempre delle difficoltà, ma avremmo potuto chiuderlo prematuramente, all’inizio della ripresa. Corriamo tutti, dunque non rischiamo la cottura. Sarebbe un guaio se invece che in undici corressimo in tre o quattro solamente. Tornando al derby, dico che non è stato fra i più facili, ma fra i più belli per noi. Il Torino ha i suoi problemi, ma non sta certo a me analizzarli». 
Brady, complimentato da tutti per il suo quinto gol in campionato, si limita a una laconica dichiarazione, che vale una singolare dedica a una persona che gli è tanto cara. 
«Offro il gol a mia moglie. Sono felice. Però il mio gol più bello resta quello segnato all’Udinese». 
Altrettanto telegrafico è Zoff (premiato dal Juventus Club Crotone), il quale si schermisce sorridendo quando gli facciamo notare che l’unica e straordinaria parata l’ha effettuata su colpo di testa ravvicinato e potente del suo compagno di squadra Gentile. 
«Non abbiamo mai temuto il Torino sotto l’aspetto del gioco. Perciò tutto regolare, vittoria compresa, naturalmente». 
Cabrini festeggia con un ‘altra rete la sua stagione d’oro. E’ uno degli uomini più in forma e più continui della squadra guidata da Trapattoni. Saluta questo momento magico con parole improntate al massimo ottimismo. 
«Gira bene la squadra, giro bene io. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, anche se noi abbiamo avuto più occasioni. Nel secondo tempo abbiamo giocato alla grande e non c’è stata più storia. Il Torino è soprattutto calato dopo il gol di Brady, noi invece, abbiamo tenuto fino in fondo. Non voglio fare polemiche, poiché conosco bene molti granata, perciò spero che non si offendano se dico che hanno qualche problema, che spetta a loro risolvere. Arriva la primavera e i primi caldi. Mi chiedete se terremo questo passo. Io rispondo che mancando nove partite potremo patire qualche problemino solo sotto l’aspetto psicologico. Ma se abbiamo tenuto fino ad ora terremo fino al termine del campionato. E posso garantirvi che non ci danno fastidio i successi della Roma e del Napoli; noi pensiamo soltanto ai nostri risultati». 
E’ ormai sera. La pioggia è diventata meno violenta. Esce Marocchino. Sorride e fa: 
«Sono stato sostituito poiché avevo difficoltà respiratorie. Lasciatemi dire che Masi ha commesso fallo in area di rigore su di me». 
E non c’è altro. I tifosi fuori accolgono i bianconeri con molto entusiasmo. Nonostante la pioggia. 
Angelo Caroli




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La Stampa 16 marzo 1981

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