17 Febbraio 2017: Juventus – Palermo

É il 17 Febbraio 2017 e Juventus e Palermo si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 all’ ‘Allianz Stadium’ di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l’ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l’allenatore livornese.

Dall’altra parte ci sono i rosanero siciliani che disputano una stagione sottotono e devono salutare il massimo campionato con una dolorosa retrocessione.

Buona Visione!


juve

 

Stagione 2016-2017 – Campionato di Serie A – 6 ritorno
Torino – Juventus Stadium
Venerdì 17 Febbraio 2017 ore 20.45
JUVENTUS-PALERMO 4-1
MARCATORI: Marchisio C. 13, Dybala 40, Higuain 63, Dybala 89, Chochev 90+3

JUVENTUS: Buffon, Dani Alves, Benatia, Bonucci, Asamoah, Marchisio C. (Rincon 75), Khedira (Lemina 46), Pjaca, Dybala, Sturaro (Cuadrado 70), Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri

PALERMO: Posavec, Rispoli, Goldaniga, Andelkovic, Aleesami, Jajalo (Sunjic 50), Bruno Henrique, Chochev, Sallai (Embalo 71), Nestorovski, Balogh (Diamanti 82)
Allenatore: Diego Lopez

ARBITRO: Di Bello

Apre il centrocampista, poi doppietta della Joya e gol numero 19 del Pipita. Inutile la rete nel recupero di Chochev. Mercoledì la gara di andata degli ottavi di Champions in casa del Porto

Punizione, sostantivo dal verbo punire. In attesa di coniugarlo in Champions, la Juve ha iniziato a masticarlo con il Palermo: due gol e un palo nel 4-1 finale nascono da punizione, ma quella che brilla di più è la perla di Dybala alla sua ex squadra, un gioiello dopo aver preso il legno. Sinistro da destra, a parti invertite ci sarebbe l’altro cecchino Pjanic, oggi in panchina: bastassero i calci da fermo, la Signora meriterebbe già la coppa. Il gol di Higuain è, invece, un riflesso pavloviano, una normale abitudine e non fa quasi più notizia. Più raro, invece, l’assist allo scadere per la doppietta della Joya. Nell’attesa di riprovare la connection mercoledì, i bianconeri hanno “punito” facilmente i rosanero di Diego Lopez: nel tramonto di carriera da giocatore, l’uruguaiano ha appreso l’arte della panchina da Allegri, suo allenatore a Cagliari. Pare che sin dall’inizio amasse approfondire la fase difensiva: bene, ieri lo svolgimento del tema è stato pessimo. Il gol nel recupero di Chochev serve soltanto a macchiare l’inviolabilità della Juve che in campionato durava da Firenze.

PRIMO TEMPO — Dopo averlo schiaffeggiato pubblicamente, all’inizio Allegri ha dato una carezza a Pjaca, lanciandolo dal 1′ in questo strano turno senza Mandzukic, squalificato. Certo, nel nuovo mantra chiamato 4-2-3-1 sembrava un leggerissimo azzardo rischiare Sturaro alto a sinistra e, invece, nonostante il piede non sia il più adeguato alla posizione, è Stefano a causare il primo sussulto del match. Sulla posizione guadagnata dal numero 27, arriva l’ammonizione per Goldaniga e il successivo palo dybaliano. Da un’altra punizione al 13’ arriva l’1-0 di Marchisio, un anestetico sulla serata: il calcio da fermo lo batte Dani Alves, Posavec respinge il Pipita e, alla fine, il Principino rivede il gol in A che mancava da metà 2015. C’è tempo per una paratona di Buffon e per un recupero di Asamoah su bizzarria di Alves, ma è un piccolo accorgimento di Allegri a far divertire la gente e detonare in parte il talento atomico compresso nel corpo di Pjaca: spostato a sinistra rispetto all’inizio stentato a destra, il croato è un continuo di finte e controfinte, sterzate al centro e cioccolatini gentilmente offerti alla compagnia. Tirasse ogni tanto non abusando del doppio passo, sarebbe già un cambio fatto e finito. Nel domino di posizioni, Sturaro fa l’ariete dietro al Pipita e Dybala a destra. Sembrerebbe svagato, ma questa è la partita del Picciriddu, svezzato a Palermo e diventato adulto a Torino: al 40’ la punizione del 2-0 (senza esultanza perché per lui la Sicilia è ancora questione di cuore) sarebbe da mandare in loop negli schermi di Oporto.

SECONDO TEMPO — Khedira viene tirato via all’intervallo e si rivede l’esuberanza di Lemina, bravo più a schermare che a interdire. Per il resto, i rosanero fanno il solletico al rientrante Benatia, voglioso visto il Rugani in rampa di lancio alle sue spalle. Inevitabile come la morte e le tasse, arriva poi il gol di Higuain, il dodicesimo nelle ultime dieci: al 18’ beffa Posavec con un tocco dolce dolce su assist meraviglioso di Dybala. Avrebbe la chance anche Cuadrado, sempre su magia della Joya, ma il colombiano cincischia troppo anziché concludere. In ogni caso, il fatto che Allegri abbia scelto lui come cambia di Sturaro conferma l’insegnamento di questo spicchio di stagione: Allegri non rinuncia più alla trazione offensiva. Le normali parti in commedia si scambiano poi allo scadere, quando è il Pipita di tacco a liberare la doppietta della Joya. Prima, invece, un po’ di paura per Posavec: nel tentativo di anticipare Higuaín, Goldaniga si scontra con lui. Il portiere rosanero rimane immobile a terra per qualche istante. Poi, dopo l’intervento dello staff medico, lo Stadium resta in apnea fino a quando si rialza tra gli applausi.

 

 

Mehdi

Claudio

Marco

Principino

Massimiliano

Sami

Goal

Gonzalo


Juventus

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Palermo

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