18 Febbraio 2001: Bari – Juventus

É il 18 ottobre 2000 e Bari Juventus si sfidano nella seconda giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio ‘San Nicola’ di Bari.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine peró sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. A fine stagione ci saranno solo recriminazioni per un titolo che ci poteva stare benissimo. Dall’altra parte c’é il Bari che non riesce ad evitare una dolorosa retrocessione ai piú apparsa evidente e naturale.

Buona Visione! 

bari

Stagione 2000-2001 – Campionato di
Serie A – 2 ritorno 
Bari – Stadio San Nicola 
Domenica 18 febbraio 2001 ore
15:00 
BARI-JUVENTUS 0-1 
MARCATORI: Del Piero 81 

BARI (1-2-5-2): Gillet, De Rosa
(Osmanovski 63), Innocenti (Sibilano 76), Neqrouz, Bellavista, Andersson, Said,
Marcolini, Mazzarelli, Poggi, Cassano (Madsen 71)
A disposizione: Narciso, Del
Grosso, Markic, Masinga
Allenatore: Eugenio Fascetti 

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar,
Birindelli, Ferrara C., Montero, Pessotto G., Zambrotta (Brighi Mat. 46 –
Fonseca 78), Tacchinardi, Davids, Zidane, Inzaghi, Kovacevic (Del Piero 63)
A
disposizione
: Carini, Tudor, Athirson, Maietta
Allenatore: Carlo Ancelotti
 
ARBITRO:
Cesari 
AMMONIZIONI: Tacchinardi (Juventus); De Rosa, Neqrouz (Bari)



Del Piero


 

Nessuno di noi sapeva, avrebbe potuto sapere, che oltre a tutto questo, Alessandro si portava dentro un peso ancora più grande: la malattia del padre. Da oltre un anno il papà di Ale si stava spegnendo lentamente e dolorosamente per un tumore, e per quanto tu possa essere un calciatore ricco e famoso, in quei momenti sei come tutti gli altri: un ragazzo di 26 anni che sta perdendo il papà, senza poterci fare nulla.

Quello che non sapevamo, lo scoprimmo pochi giorni prima di quella partita di Bari: il papà di Alessandro Del Piero morì il 13 febbraio 2001. Il 18 febbraio la Juve si presentò a Bari con Del Piero comprensibilmente ancora una volta in panchina, e reduce ormai da 18 mesi di difficoltà tecniche e psicologiche.

Liberamente tratto da Ateralbus – About Juve

 

[…] Senza guardare la porta Ale di sinistro fa un colpo sotto, un pallonetto che scavalca morbidamente Gillet e si appoggia dopo una parabola perfetta in rete. È gol, è 0-1 per la Juve, è il sigillo sull’imminente vittoria della partita ed è, in special modo, la resurrezione di Del Piero. Ale corre come un forsennato, elude il tentativo di placcaggio di un compagno, poi scalcia un oggetto fuori dal campo, prima di esplodere in un pianto liberatorio soffocato tra le braccia di Tacchinardi e di Pessotto: in quelle lacrime, dopo la poesia del gol, ci sono la rabbia e il dolore e l’orgoglio ritrovato, c’è il ricordo dell’infortunio e il sacrificio per ricominciare, ci sono due anni durissimi di fatica, di delusione e disillusione dei suoi estimatori.
Ci sono le critiche, spesso feroci, c’è l’amarezza per le accuse infami a suo carico, c’è la consapevolezza di un campione che non è finito, non è morto, ma c’è soprattutto un ragazzo di 26 anni orfano, un uomo che ha perso il papà e ha fatto quel gol, quel meraviglioso gol, pensando a lui, portandosi il lutto dentro come un peso insostenibile e insieme come un vuoto, ma anche facendosi guidare da Gino, ispirare da lui, lasciandosi dettare quel gesto, mettendo la sua classe al servizio dell’amore paterno e del suo aiuto meta-fisico. […]
(Estratto del racconto “Gol nel nome del padre”, ispirato al gol di Del Piero nella partita Bari-Juventus del 18 febbraio 2001. Il racconto è stato inserito nel libro Tifosi juventini per sempre, pp. 150 euro 12, a cura di Miska Ruggeri, pubblicato da Edizioni della Sera). Acquista il libro qui.

 

alessandro

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