19 Gennaio 1997: Lazio – Juventus

É il 19 Gennaio 1997 Juventus e Lazio si sfidano nella diciasettesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1996-97 allo Stadio ‘Olimpico’ di Roma.

La Juventus é Campione d’Europa in carica mentre la Lazio insegue traguardi prestigiosi al culmine dell’era del patron della Cirio Sergio Cragnotti . A fine campionato i bianconeri saranno incoronati ancora Campioni d’Italia (sará la ventiquattresima volta) mentre la Lazio terminerá la propria stagione in quarta posizione, a dieci punti dai Campioni.

Buona Visione! 


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Campionato di Serie A 1996-1997 – 17 andata
Roma – Stadio Olimpico
Domenica 19 gennaio 1997 ore 20.30
LAZIO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Padovano 31, Padovano 62

LAZIO: Orsi, Nesta (Negro 58), Fish, Chamot, Favalli (Grandoni 46), Fuser, Baronio, Nedved, Rambaudi (Protti 58), Casiraghi, Signori
Allenatore: Zdenek Zeman

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Ferrara C., Montero, Pessotto, Lombardo, Deschamps, Tacchinardi (Di Livio 72), Jugovic, Del Piero (Iuliano 88), Padovano (Amoruso 72)
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Messina



Montero & Ferrara, insuperabili
E Peruzzi si esalta su una punizione di Signori
LE PAGELLE
SETTE I BOCCIATI

ORSI 6. Il vice Marchegiani viene trafitto due volte nel primo tempo senza colpa alcuna. 
NESTA 6,5. Gasato dalla fiducia del ct, comincia con grande agonismo e prosegue sulla stessa falsariga. Tallona Del Piero e lotta alla disperata. 
(Dal 16′ st Protti sv).
FISH 6. Tosto e determinato, ma patisce le percussioni della Juve nella zona centrale. Nella ripresa evita con un recupero tempestivo il terzo gol bloccando Del Piero.
CHAMOT 5,5. Meno scorrettezze del solito, ma pure poca polpa. Nella ripresa va a sinistra, ma la musica non cambia.
FAVALLI 5,5. Limita le incursioni sulla fascia sinistra, si preoccupa soprattutto di Lombardo. 
(Dal 1 st Grandoni 5,5. Inutile in una Lazio alla deriva).
FUSER 6,5. Grande avvio, sempre nel vivo del gioco, corre e riesce sempre ad avere idee chiare. 
BARONIO 5,5. Subito un assist da favola per Signori, poi Deschamps gli prende le misure.
NEDVED 5. Vorrebbe, ma non può. Qualche suggerimento, poca sostanza.
RAMBAUDI 5. Svaria su tutto il fronte d’attacco, ma anche lui sbatte sul muro difensivo bianconero. 
(Dal 16′ st Negro sv).
CASIRAGHI 5,5. Dal letto al campo: ha sconfitto l’influenza, prova a fare altrettanto con la squadra che l’ha aiutato a esplodere. Ma con Montero e Ferrara non c’è molto da diver- tirsi. Vicino al gol nell ripresa con un tuffo angelico.
SIGNORI 5. Il mini leader le prova tutte, però soltanto su punizio- ne riesce a terrorizzare Peruzzi. Serata da dimenticare.

PERUZZI 6,5. Attraversa un momento di forma strepitosa e merita il ruolo di numero 1 anche in azzurro. Sotto gli occhi di Maldini trascorre un primo tempo senza affanni, a parte un volo angelico su punizione al veleno di Signori. Il resto è noia. 
PORRINI 6,5. Goledor di Coppa, stavolta ha ben altri compiti. Signori è un serpente che sguscia da ogni parte, lui ci mette testa e bulloni. Idem con Protti, carta della disperazione di Zeman.
FERRARA 7. Arcigno quanto basta, incrocia dalle parti di Casiraghi e si conferma sempre un baluardo.
MONTERO 7,5. Indispensabile, sempre rimpianto quando la Nazionale lo cattura. Farne a meno è praticamente impossibile. 
PESSOTTO 6,5. Ritrovata la condizione fisica, scavalca Dimas e resta titolare. Sulla sinistra danza fra Rambaudi e Casiraghi e sono comunque dolori. Per gli altri.
LOMBARDO 6,5. E’ la sorpresa dell’ultima ora. Lippi deve averlo visto pimpante a Parigi e ha voluto premiarlo. Non è più la freccia di sampdoriana memoria, ma sulla fascia si disimpegna con disinvoltura.
JUGOVIC 7. La mini rivoluzione lippiana dirotta il serbo sulla zona di destra. Prezioso nelle percussioni, offre a Padovano la palla del vantaggio.
DESCHAMPS 7. Schierato a sinistra per proteggere Tacchinardi, Didier si conferma giocatore di duttilità eccezionale. Coltello fra i denti e sotto a chi tocca. In prevalenza se la vede con il giovane Baronio. Ha la palla-gol al 28′ ma non se la sente e smista a Del Piero pescato in fuorigioco. Indispensabile.
TACCHINARDI 6,5. Lo riciclano in vari ruoli, si adatta, cerca soprattutto di frenare i bollenti spiriti. Prezioso anello di congiunzione fra di difesa e centrocampo. 
(Dal 31′ st Amoruso sv).
DEL PIERO 7. Fatemi segnare un gol e vi solleverò il mondo. E lo realizza al 28′ pt, ma l’arbitro annulla per un fuorigioco millimetrico. Si batte con grande coraggio, decolla nella ripresa. 
(Dal 45′ st Iuliano sv).
PADOVANO 8. Promosso vice Boksic (in tribuna accanto a Cragnotti), adesso può giocare senza essere morso dalla rabbia dei disperati. Proprio questa serenitá gli consente di fare sfracelli. Va in gol con un tocco da grande cannoniere, colpisce il 16º palo stagionale e concede il bis con un gol da rapinatore d’area. 
(Dal 31′ st Di Livio sv).

L’arbitro MESSINA 6. Sempre vicinissimo all’azione, sorvola su qualche fallo da ammonizione e trova buon aiuto nel guardalinee Gini quando annulla la rete di Del Piero.

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 20 gennaio 1997




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