2 Gennaio 1977: Juventus – Perugia

É il 2 Gennaio 1977 e Juventus e Perugia si sfidano nell’ undicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo StadioComunale‘ di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus ‘abbracciate’ in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall’altra parte c’é un Perugia che disputa un gran bel campionato e finisce la propria cavalcata in uno storico sesto posto finale.

Buona Visione! 



juventus


Stagione 1976-1977 – Campionato di Serie A – 11 andata
Torino – Stadio Comunale
Domenica 2 gennaio 1977 ore 15:00
JUVENTUS-PERUGIA 1-0
MARCATORI: Berni autorete 51

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Marchetti A., Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PERUGIA: Marconcini, Nappi, Ceccarini, Frosio, Berni, Agroppi, Scarpa, Curi, Novellino, Vannini, Cinquetti (Ciccotelli 75)
Allenatore: Ilario Castagner

ARBITRO: Lazzaroni Fer.



Solo un autogol ‘premia’ la Juve.
Una deviazione di Berni su facile tiro di Bettega ha sbloccato il risultato Bianconeri slegati e fiacchi, perugini ottimamente organizzati a centrocampo Lazzaroni ed i rigori non visti.

Adesso la Juventus deve accogliere fra la soddisfazione per il punto recuperato sul Torino e la preoccupazione per il passo indietro sul piano del gioco. Per primo ne sarà convinto Trapattoni, c’è poco da gioire per una vittoria striminzita, maturata su un autogol dei più classici (il portiere Marconcini già appostato per ricevere i fiacco tiro di Bettega, la palla che carambola su Berni e va dalla parte opposta), condotta con una povertà di temi mai mascherata dagli spunti individuali di chi come Tardelli e Scirea riuscivano a conservare una certa lucidità, gil sprazzi degli altri. 

Mal vera luce, solo illusioni di bel gloco. Mancava Furino a centrocampo, Marchetti è stato comprensibilmente travolto dalle carenze del compagni e sarebbe molto ingeneroso prendersela con lui. Altri avrebbero dovuto tirararli su i mutandoni, como si dice in casi del genere. L’assenza di Beppe Furino si é fatta sentire in un centrocampo che non possedendo l’uomo capace di inventare si basa sul movimento del suol componenti.

La scarsa organizzazione della Juventus, almeno la Juventus di ieri, è stata sottolineata a tratti in modo persino crudele dal gioco ordinato della squadra di Castagner che non raramente è riuscita a venire fuori in palleggio dalla propria area andando a portare il pericolo sotto la rete di Zoff. II Perugia, che non meritava certo la sconfitta ha dimostrato come si possa arrivare ad una manovra chiara, semplice, disponendo di uomini adatti al vari compiti. Agroppi ha fatto da perno, in prevalenza spezzando una lancia a favore dei fautori, se non del regista vecchio stampo, almeno delle necessità del punto di riferimento. Al suoi fianchi hanno fatto la loro parte con diligenza il dinoccolato Vannini (Il quale ha peraltro ha farsi perdonare il mancato pareggio) e soprattutto il piccolo, lucido, inesauribile Curi il quale alla distanza ha moltiplicato le sue energie sino a diventare l’ispiratore del forcing perugino che faceva gridare tempo, arbitro al tifosi bianconeri sulla gradinate, mentre il sin troppo imperturbabile Lazzaroni faceva scorrere sul cronometro oltre due minuti di recupero. Con questa linea di centrocampisti, con Frosio libero dall’ottimo tempismo negli interventi alle spalle di una difesa non trascendentale ma sveglia, con davanti un Novellino che impegnava a fondo Cuccureddu mentre Scarpa portava a spasso Morini e Cinquetti infastidiva non poco Gentile, la squadra ospite ha messo a nudo le pecche di una Juventus che, contrariamente a quanto sperava Trapattoni, non ha dimostrato di aver tratto molto giovamento dalla sosta di fine anno.

Le pagelle indicano i demeriti e gli scarsi meriti dei singoli, nella giornata, ma prima di scuotersi poco dopo l’autogol di Berni (al 51′ di gioco) la Juve aveva palesato una strana carenza di intesa. A tratti è parso di vedere la squadra svagata, deconcentrata, dello scorso finale di stagione. E’ venuto mancare il movimento collettivo che è come dire tutto in un football ormai abbastanza, ed universalmente, pianificato circa i valori dei singoli. Chi si trovava in possesso di palla era ben poco assecondato dagli spostamenti degli altri, troppo raramente si sono visti giocatori offrire una alternativa di soluzione al compagno che doveva eseguire il passaggio. Ne uscivano manovre prevedibili, scontate, facili da neutralizzare con l’anticipo dal difensori in maglia rossa.

Un ritorno all’antico deludente,pericoloso per la squadra. Scarso sfruttamento delle fascie laterali: con pochi inserimenti sulla sinistra mentre a destra la ridotta incsività di Causio inaridiva una delle fonti di gioco più valide. Prive di servizi davvero efficaci, le punte hanno continuato nel periodo-no.

Ne è uscito un quadro piú grigio che bianconero: neppure il freddo pungente è valso da sveglia, su un terreno ottimo se si ricordano i timori della vigilia (una lode quindi al Comune, al lavoro di chi ha ripulito a tempo di record i teloni e le gradinate). Per lunghi periodi la gara è stata davvero da dopo-cenone, tanto valeva averlo almeno fatto per davvero. Qualche brivido lo hanno provocato tre fasi da quasi-rigore, un aggancio a Marchetti, uno a Novellino, una triplice ammucchiata dei difensori perugini sui bianconeri lanciati a rete. 

Il Perugia ha dimostrato le sue buone intenzioni partendo all’attacco al segnale d’avvio del match, ed al 2′ Cinquetti poteva già affacciarsi al limite dell’area avversaria e far partire un rasoterra che usciva di poco alla destra di Zoff. La Juve rispondeva con un deciso affondo di Tardelli, sul cui cross Boninsegna di testa alzava oltre la traversa, poi la gara diventava subito dura. Causio atterrava Agroppi (scuse ed abbracci, I tempi di tanti derby feroci sono ormai lontani), poi al termine di un lungo e scorretto da parte di entrambi duello con Cuccureddu si infortunava al dorso, in una torsione a terra, Novellino ed il Perugia per un certo periodo accusava il minor dinamismo del suo Monzon.

Si faceva vivo al quarto d’ora Bettega, è la sua deviazione di testa finiva addosso al portiere. quindi era Causio ad approfittare di un pasticciaccio della difesa umbra per calciare forte dal limite, ma Marconcini metteva I pugni alzando la palla per uno dei tanti calci d’angolo battuti, invano a malamente, dalla Juventus. Por fortuna Scarpa andava in fuorigioco su un incisivo contropiede Curi-Agroppi, poi Aldo menava in volontariamente Nappi e ne approfittava Boninsegna per scattare. Lo stendevano di brutto fuori area, ma la punizione non dava risultati. Al 20′ la prima palla gol nitida della gara: dopo un confuso batti e ribatti a centrocampo, Gentile trovava il buco per piazzare la palla su Benetti in posizione di centravanti. Romeo agganciava la sfera, ma perdeva Il tempo del tiro: quando calciava la sfera finiva sul fondo. Tentava ancora Benetti da fuori, quindi al 39′ tentava l’assolo Marchetti ma era agganciato e messo a terra: Il suo volo finiva dentro l’area, Lazzaroni optava per la punizione dal limite fra un coro di improperi. Ancora una mischia al 44′, Tardelli finiva per ostacolare Boninsegna, quando il centravanti riusciva a tirare era Frosio a ribattere alla meglio e salvare.

La Juve iniziava la ripresa in attacco, su un bel cross di Gentile era Marchetti a non intuire il velo intelligente di Boninsegna e la palla si perdeva sul fondo. Gol rimandato di un minuto. Al 6′ ancora Boninsegna allungava di testa la traiettoria di un centro dalla al nistra, Bettega agganciava e faceva partire un tiro non difficile, che diventava però imprendibile per Marconcini a causa della netta deviazione di Berni. Un attimo di disorientamento degli ospiti, un altro cross di Gentile creava il panico e un po tutti si abbarbicavano a Bettega, Boninsegna e Marchetti per impedire che arrivassero a deviare. Ci stava un penalty multiplo, ma non per Lazzaroni. Replicava al 16′ il Perugia, Scarpa andava via sulla destra a Morini e centrava basso. Monzon andava incontro alla sfera ma la saltava liberando alle sue spalle l’accorrente Vannini la cui botta quasi a colpo sicuro… finiva sulla curva accompagnata dal respiro di sollievo del fans bianconeri e dallo sguardo soddisfatto di Dino Zoff.

Poi ancora attacchi del Perugia, mischie, un provvidenziale anche ne azzardato salvataggio di Morini sul palo, uno schiaccianoci di Tardelli e Cuccureddu su Novellino in piena area che lasciava ancora una volta indifferente Lazzaroni il quale, al 44′ finiva per fare anche da scudo a Zoff (ma cosa ci face va l’arbitro in mezzo all’area?) su botta di Ceccarini. Tutto restava fermo all’autogol, ai due punti alla Juventus ed agli elogi al Perugia.

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 3 gennaio 1977




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