22 Gennaio 1989: Juventus – Atalanta

É il 22 Gennaio 1989 Juventus e Atalanta si sfidano nella quattordicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio ‘Comunale’ di Torino.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di ‘Le Roi’ Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. Dall’altra parte c’è un Atalanta che disputa un campionato d’eccellenza e si qualfica per la prossima Coppa UEFA.

Buona Visione! 


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Stagione 1988-1989 – Campionato di Serie A – 14 andata
Torino – Stadio Comunale
Domenica 22 gennaio 1989 ore 14:30
JUVENTUS-ATALANTA 0-1
MARCATORI: Evair 88

JUVENTUS: Tacconi, Galia, Cabrini, Magrin (De Agostini 75), Bruno P., Tricella, Marocchi, Mauro (Buso 81), Altobelli, Zavarov, Laudrup
Allenatore: Dino Zoff

ATALANTA: Ferron, Contratto, Pasciullo, Fortunato D. (Prandelli 52), Barcella, Progna, Esposito, Prytz, Evair (Madonna 89), Nicolini, Bonacina
Allenatore: Emiliano Mondonico

ARBITRO: Agnolin L.



Nerazzurri realisti un tiro, due punti E la Signora spreca

Un tiro, un gol, due punti. Cosi l’Atalanta, all’89’ con il solito Evair, ha espugnato lo stadio Comunale dopo ventisette anni, lasciandosi alle spalle la Juventus in una sorta di spareggio-Uefa e agganciando la Sampdoria al terzo posto. Una posizione in classifica che la bella squadra di Mondonico non usurpa affatto e che, senza l’immeritata sconfitta di Napoli alla prima giornata, sarebbe ancora più brillante. 

La Juventus è caduta in zona Cesarini, come già a Firenze l’altra domenica, e vede l’Inter ormai lontana di otto lunghezze. Se con i viola aveva l’attenuante di un rigore inesistente, ieri Agnolin è stato impeccabile annullando i gol di Marocchi e Galia viziati da irregolarità.

Sette palle-gol, di cui quattro capitate a Zavarov, più una traversa accarezzata dal pallone su deviazione di Prytz non sono state suficienti a domare un’Atalanta che dispone del centrocampo più duttile e dinamico della serie A. Imprecisione nelle conclusioni, errori nei passaggi, affanno, mancanza di lucidità e soprattutto di un uomo di peso in area di rigore. Rientrava Spillo Altobelli ma non è bastato.

Il centravanti, a corto di preparazione dopo la distorsione al ginocchio rimediata a Roma e non certo a proprio agio in spazi ristrettissimi sul terreno infido (molliccio in superficie e con il fondo gelato), ha sofferto l’asfissiante marcatura di Barcella, che la Juventus tiene sotto osser vazione da un paio d’anni, ed ha avuto solo un’occasione: il suo colpo di testa ha trovato Ferron piazzato. Più vicino al gol è andato Zavarov, che ha agito spesso da seconda punta, ma Barcella ha salvato sulla linea, e altre tre conclusioni del russo sono finite fuori bersaglio. Anche Magrin e Marocchi ci hanno provato, senza fortuna.

I bergamaschi, facendo diga a centrocampo, hanno contenuto le incessanti offensive della Juventus senza però rinunciare a colpire di rimessa e, grazie all’incrediile errore di Bruno con la complicitá di Tricella, sono riusciti a beffare Tacconi che, prima della prodezza di Evair, non aveva praticamente effettuato una sola parata. É stata una partita a senso unico, ma in Juventus ha nuovamente denunciato i suoi limiti casalinghi negli ultimi metri. 

L’indisponibilità di Rui Barros, squalificato, ha tolto al bianconeri l’arma più efficace per cercare di sorprendere l’Atalanta. La soluzione Magrin, che già l’anno scorso aveva difficoltá di coesistenza con Mauro, non è servita anche se Zoff doveva, per forza, rinunciare ad un difensore inserendo un centrocampista in più.

Il tecnico avrebbe potuto sfruttare la carta De Agostini ma il jolly era fermo da quasi due mesi. L’ha messo in campo nell’ultimo quarto d’ora al posto di Magrin, riproponendo sul versante sinistro il tandem con Cabrini e spostando Mauro nel vecchio ruolo di tornante, ma la situazione non è migliorata, neppure quando Buso è entrato in luogo dell’azzoppato Mauro a sette minuti dal termine. Poi Bruno e Tricella hanno combinato la frittata. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 23 gennaio 1989


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