23 Settembre 1984 : Juventus – Atalanta

É il 23 Settembre 1984 e Juventus e Atalanta si sfidano nella seconda Giornata del Girone di Andata del Campionato di Calcio di Serie A 1984-85  allo StadioComunale‘ di Torino.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c’é sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall’altra parte c’é l’Atalanta che termina il campionato a metá classifica, lontano dalla zona rossa della retrocessione.

Buona Visione!

 

Juventus


Stagione 1984-1985 – Campionato di Serie A – 2 andata
Torino – Stadio Comunale
Domenica 23 settembre 1984 ore 16.00
JUVENTUS-ATALANTA 5-1
MARCATORI: Boniek 2, Platini 59, Magnocavallo autorete 66, Magrin rigore 71, Scirea 74, Platini 79

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Pioli, Scirea, Briaschi (Vignola 68), Tardelli (Caricola 68), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ATALANTA: Benevelli, Osti, Gentile, Perico (Fattori 66), Soldà, Magnocavallo, Agostinelli, Magrin, Pacione, Stroemberg (Vella 79), Donadoni
Allenatore: Nedo Sonetti

ARBITRO: Pezzella




 «Non conta chi segna ma i due punti in più » 

TORINO — Destro e sinistro, due gol splendidi: Michel Platini, capocannoniere della passata stagione, si è ripresentato così al pubblico torinese ed ai suoi avversari della classifica marcatori. Se è soddisfatto, preferisce non darlo però a vedere. 

“Dobbiamo parlare del collettivo», 

è il suo monotono ritornello, che infarcisce con qualche battuta sul tipo: –

“A che punto è Platini? La Juventus è a tre punti” 

E prosegue: 

«I gol non contano, quello che vale sono i due punti frutto di una squadra che vuole vincere. Io non cerco tanto di segnare quanto di far gioco. Questa è stata la prima volta che sono andato a rete in questo campionato, spero che non sia l’ultima. Fino a ieri si diceva che ero appagato dai successi, oggi non è più così. Almeno fino alla prima partita nella quale non giocherò bene…”. 

Fatalismo? Convinzione? Platini è comunque un attento osservatore e lo conferma con la sua interpretazione delle prime due giornate di campionato:

 “Quest’anno mi pare sia cambiata la mentalità di molte squadre. La passata stagione lutti volevano copiare la Roma. Per cinque o sei giornate si sono viste difese allegre, poi tutti hanno incominciato a fare i loro conti e le difese a serrare le maglie. Adesso mi pare che tutti siano partiti con la determinazione di far subito risultato. Con l’Atalanta la partita è stata decisa dal fatto che abbiamo segnato subito.”

A segnare il gol che ha dato la svolta alla gara è stato Boniek, pronto a reclamare perché la terza segnatura bianconera viene attribuita a uno sfortunato intervento difensivo di Magnocavallo, e non al suo tocco risolutore. 

«Per me, è mio anche quel gol — dice subito —. Anch’io ho toccato il pallone. Eppoi non si può incominciare già alla seconda giornata a togliermi dei gol, tanto più quest’anno che voglio sfidare Platini». 

Al polacco viene quindi riferito che Gianni Agnelli, andandosene, ha elogiato la sua partita. La risposta è però dura, a testimonianza che le critiche dell’Avvocato nella passata stagione non passarono inosservate, anzi hanno lasciato il segno: 

«È facile fare complimenti quando si gioca bene, applaudire per i gol. Agnelli ha comunque libertà di parola e può dire quello che vuole».


Elogi di Sivori alle prodezze del francese

 

TORINO — Dopo aver seguito la Juventus a Bergamo nella partita di Coppa Italia, Omar Sivori è tornato a vederla sempre contro l’Atalanta, al Comunale. 

«Gol bellissimi, quelli di Platini»

ha detto con sincera ammirazione a fine partita rifiutando comunque un paragone con il francese: 

«Apparteniamo ad epoche differenti, certi paralleli non hanno senso. Entrambi slamo riusciti a fare del buon calcio. Come riesce Maradona, Zico o Rummenigge». 

Poi ha aggiunto: 

«Certo Michel è un grande giocatore, il calcio è un gioco facile e lui lo dimostra. Rispetto all’altra volta, a parte i gol, mi è parso più veloce, fisicamente più a posto».

«La partita? — ha proseguito — il gol-lampo di Boniek doveva dare maggiore tranquillità alla squadra nel primo tempo. Questa Juventus è comunque molto forte e lo ha dimostrato alla distanza. Penso che potrà ben figurare sia in campo Internazionale che In campionato».

tratto da: La Stampa 24 Settembre 1984

 

paolo

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