26 gennaio 1986: Juventus – Verona

É il 26 Gennaio 1986 Juventus e Hellas Verona si sfidano nella quarta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio ‘Comunale’ di Torino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl’ultimi spiccoli di splendore di ‘LeRoi’ Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all’Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo ‘in volata’ lo Scudetto. L’ Hellas Verona (campione d’Italia in carica) dal canto suo chiude in un deludentissimo decimo posto.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1985-1986 – 4 ritorno
Torino – Stadio Comunale
Domenica 26 gennaio 1986
JUVENTUS-VERONA 3-0
MARCATORI: Platini 49, Serena A. 69, Laudrup 71

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (Pioli 80), Pin, Serena A., Platini, Laudrup
Allenatore : Giovanni Trapattoni

VERONA: Giuliani, Ferroni, Galbagini, Tricella, Marangon F. (Turchetta 23), Briegel, Bruni, Verza, Galderisi, Vignola, Elkjaer
Allenatore : Osvaldo Bagnoli

ARBITRO: Pieri C


Trapattoni: «Messe a tacere tutte le illusioni degli altri»  

TORINO — Corrusco e severo, Bagnoli ha fulminato il suo collega della Juventus con uno sguardo di gelo, Trapattoni invece l’ha guardato con sovrana benevolenza. Il primo sembra un genio calcistico deluso, il secondo semplicemente un solerte impiegato del pallone che ha chiuso con successo la sua giornata domenicale. E che comunque non perde la calma: il plotone degli intervistatori è nutrito, in qualche esemplare umano addirittura frenetico, ma Trapattoni risponde a tutti con parole ferme e pacate: 

“Abbiamo mantenuto le distanze” 

afferma furibondo, come se difendesse l’onore della Vecchia Signora, attaccata da maligno corteggiatore. Ma questi maligni inseguitori restano sempre alle spalle, senza avere spazio per recuperare. 
Trapattoni continua, neppure concitato: 

«abbiamo sofferto un po’ nel primo tempo, come sempre succede quando non si riesce a sbloccare il risultato: si giocava in venti metri ed era difficile trovare gli spazi. Abbiamo avuto qualche difficoltà, ma nella ripresa abbiamo mésso in opera positive manovre aggiranti ed abbiamo saputo sfruttare molto bene gli spazi».

Queste ed altre sono esclusivamente considerazioni tecniche, quindi piuttosto aride, ma Trapattoni continua: 

«La Juventus ha dimostrato una freschezza atletica incredibile e non posso che essere soddisfatto. Francamente, speravo di guadagnare un punto sulla Roma ma questo conta relativamente. Ciò che conta è che la Juventus abbia vinto bene ed abbia messo a tacere le facili Illusioni degli inseguitori». 

Dall’alto della sua classifica, la Juventus può controllare tutto con calma ed il suo allenatore commenta senza scomporsi: 

«Ci sta benissimo restare a più cinque: è passata un’altra giornata ed abbiamo dimostrato che non siamo in fase calante. Ecco tutto, non chiediamo altro». 

Ma non sarà un pochino troppo esigente, questo Trapattoni? Ha vinto bene e sembra che continui a tenere l’espressione di chi si contenta. Ma niente di più. 

E continua: 

“Quando Platini segna reti come questa determina davvero la differenza con gli avversari. Il gol è strepitoso: l’ha cercato, non è casuale, anche se ha tirato da trenta metri. Io l’ho sempre detto che bisogna tirare, anche da grande distanza». 

In questo campo, il «genio» francese •non sembra aver bisogno di consigli ed infatti Trapattoni non intende elargirgliene: se ne va soddisfatto ma sempre molto controllato, stringe .la mano agli amici e si ritira. Lo stile, bisogna dirlo, non gli manca.

Beppe Bracco


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