26 Gennaio 2003: Juventus – Piacenza

É il 26 Gennaio 2003 e Juventus e Piacenza si sfidano nella prima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 2002-03 allo ‘Stadio delle Alpi‘ di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a vivere un altra stagione da ricordare. Tra qualche mese sará incoronata Campione d’Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo. Dall’altre parte c’é una Roma che disputa un campionato sottotono e spera nella Coppa Italia. Purtroppo come per i bianconeri sará il Milan a soffiarli il trofeo in finale.

Questa gara oltre che per i tre punti in palio offre anche un degno saluto all’ Avvocato Gianni Agnelli deceduto solo due giorni prima.

Il capitano (oltre che bandiera) della Juventus Alessandro Del Piero lo onora nei migliori dei modi con una pennellata d’antologia che è un gusto omaggio a chi lo aveva soprannominato ‘Pinturicchio’.

Buona Visione! 

piacenza


Stagione 2002-2003 – Campionato di Serie A – 1 ritorno
Torino – Stadio Delle Alpi
domenica 26 gennaio 2003 ore 15:00 
JUVENTUS-PIACENZA 2-0
MARCATORI: Del Piero 9, Nedved 43

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero, Zambrotta, Camoranesi (Pessotto G. 86), Conte A., Davids (Tacchinardi 63), Nedved, Trezeguet, Del Piero (Di Vaio 76)
A disposizione: Chimenti, Tudor, Birindelli, Zalayeta
Allenatore: Marcello Lippi

PIACENZA: Orlandoni, Cristante, Lamacchi, Boselli, Gurenko, Rinaldi, Maresca (Miceli 89), Di Francesco (Riccio 52), Tosto, De Cesare (Ferrarese 52), Hubner
A disposizione: Paoletti, Zerbini, Abbate, Obolo
Allenatore: Andrea Agostinelli

ARBITRO: Bolognino
AMMONIZIONI: Di Vaio (Juventus); Rinaldi, Di Francesco, Rinaldi 38 (Piacenza)
ESPULSIONI: Rinaldi 38 (Piacenza)



DAL PRESIDENTE CHIUSANO AI GIOCATORI, UNA VITTORIA CON DEDICA TRISTE
Lippi: gli saremmo piaciuti a metà
“Nella ripresa ce ne siamo andati, come faceva lui”
Una vittoria con dedica obbligata, una partita giocata e vissuta con i brividi addosso. La Juventus e l’Avvocato: è il simbolico titolo di una giornata di straordinaria emozione che i giocatori bianconeri non dimenticheranno mai. Su tutti i più vecchi del gruppo, quelli che per tanti anni sono stati nel cuore di Giovanni Agnelli. Alex Del Piero, per esempio. Il capitano, Pinturicchio per il presidente onorario, è sceso in campo con una voglia tutta particolare, ha sfoderato giocate che avrebbero fatto sobbalzare sulla poltroncina numero 32 della fila numero 7 il primo tifoso di Madama. Un gol da cineteca subito dopo il minuto di raccoglimento celebrato abbracciato ai compagni, una prodezza rara come se qualcuno dall’alto avesse pilotato il suo piede destro. Del Piero non ha festeggiato come avrebbe fatto in una domenica normale. Non era proprio il caso. 
E commenta: 
«Il lavoro ci porta a ripartire subito. Per noi è stata una giornata particolare, abbiamo dato il tempo poi abbiamo rallentato. Quasi come faceva l’Avvocato che di rado restava in tribuna per tutta la partita. Si vedeva che eravamo vogliosi di dare un messaggio e speriamo di esserci riusciti. Grande la nostra partecipazione, come quella di tutta la gente comune».
Gli mancherà l’Avvocato, come gli mancheranno le esternazioni di quel tifoso esigente e sempre pronto a punzecchiare i suoi beniamini: 
«Sono orgoglioso delle sue osservazioni, le porterò sempre con me. Ora nulla sarà più come prima, ma sappiamo che ci guarderà dall’alto».
La commozione è forte in tutti coloro che rappresentano la Juventus, società e squadra. Il presidente Vittorio Chiusano prima della partita ha deposto una maglia bianconera sulla poltroncina rossa che Giovanni Agnelli occupava in tribuna: 
«Era il suo posto spiega lasciarlo vuoto ci provocava una stretta al cuore. Dopo la folla che ha visitato la camera ardente, dopo la partecipazione alle esequie in Duomo, anche lo stadio ha celebrato nella maniera migliore l’Avvocato. Voglio ringraziare il pubblico che è stato commovente, un grazie alla squadra che ha offerto per metà partita uno spettacolo che lui avrebbe apprezzato. Una giornata triste illuminata dall’ affetto che tutti hanno dimostrato a Giovanni Agnelli. E Del Piero si è comportato da vero capitano. Prima della partita ho parlato ai giocatori dicendo che il ricordo dell’Avvocato doveva trasformarsi in un incentivo per giocare bene e per vincere».
Il Delle Alpi cambierà volto e tutti sperano anche nome. Il presidente cerca di sdrammatizzare: 
«Cominciamo a farlo nostro, finchè non firmo il contratto non do nulla per scontato. Poi lo interpellerò per sapere se gradisce che questo impianto che non amava gli venga intitolato. Sarà uno stadio diverso e vedremo se gli piacerà.”
Ma questa Juve sarebbe piaciuta all’Avvocato? Parola a Marcello Lippi: 
«A lui la Juve è sempre piaciuta, ha trovato sempre cose positive nelle varie squadre con caratteristiche diverse per cui ha fatto il tifo. На ragione Del Piero: lui vedeva spesso soltanto mezze partite e noi ci siano adeguati alle sue abitudini giocando bene a metà». 
Ma ora bisogna guardare avanti: 
«Difficile dire cosa si senta nel cuore in questo momento. La lezione della famiglia Agnelli è che i grandi dolori si combattono con la voglia di ritornare in fretta alla quotidianità. Noi lo stiamo già facendo». 
Luciano Moggi sa che la Juve non ha perso nessun tifoso:
 “Dobbiamo continuare a lottare anche per lui che continuerà a guardarci. E’ stata una domenica triste, non la Juventus, ma tutta Italia ha perso un punto di riferimento”. 
Antonio Conte, ex capitano di una Juve felice c vincente ammette: 
«E’ da dodici anni che sono qui, è normale che chi indossa questa maglia da tanto abbia gettato in campo più voglia del solito. Abbiamo cercato di onorare la sua memoria, la sua scomparsa mi ha turbato. Se ne è andato un re».
Fabio Vergnano


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