26 Gennaio 2013: Juventus – Genoa

É il 26 Gennaio 2013 e  Juventus e Genoa si sfidano nella terza giornata del girone di ritorno della Serie A TIM 2012-13 allo ‘Juventus Stadium’ di Torino.

É una Juventus Campione d’Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. Il Genoa dal canto suo disputa un campionato non degno di nota, ma riesce comunque ad evitare l’onta della retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


juve

 

Stagione 2012-2013 – Campionato di Serie A – 3 ritorno
Torino – Juventus Stadium
Sabato 26 gennaio 2013 ore 20:45
JUVENTUS-GENOA 1-1
MARCATORI: Quagliarella 54, Borriello 68

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner, Vidal, Pogba, Marchisio C. (Beltrame S. 82), De Ceglie (Giaccherini 73), Quagliarella (Giovinco S. 69), Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

GENOA: Frey, Granqvist, Manfredini (Rossi M. 66), Moretti, Pisano, Kucka, Matuzalem, Olivera (Bertolacci 59), Antonelli, Immobile (Borriello 59), Floro Flores
Allenatore: Davide Ballardini

ARBITRO: Guida



Apre l’attaccante bianconero, risponde l’ex di turno: è però Guida di Torre Annunziata a diventare protagonista, negando tre rigori (uno ai rossoblù, due ai bianconeri) e sbagliando quasi tutto nell’arco dei 90 minuti. Finale carico di veleni: faccia a faccia del tecnico con il direttore di gara.

TORINO – Sarebbe bello scrivere di calcio giocato, di un Genoa che va oltre i propri limiti e strappa un punto fra mille difficoltà in casa della Juventus, della “rivincita” di Borriello nel giorno dello sbarco a Torino di Nicolas Anelka, dell’esordio in A del promettente Beltrame, di una corsa scudetto ancora aperta, Napoli permettendo. Invece, al triplice fischio, diventa inevitabile scrivere della direzione arbitrale insufficiente: perché Guida e Romeo, in 90 minuti, ne combinano di tutti i colori all’interno della stessa area, una volta in favore dei padroni di casa, due a sfavore. Il finale è censurabile, con mezza Juve a protestare, anche oltre i limiti consentiti.

POCHE OCCASIONI – Le scelte di Conte, forzate dalle assenze, sono lineari: in campo i migliori 11 a disposizione. Ballardini, al ritorno sulla panchina del Grifone, si affida all’uomo che due anni fa fece benissimo sotto la sua guida: Floro Flores affianca Immobile in attacco, la novità principale è rappresentata dal modulo, un copertissimo 5-3-2. Primo brivido al 13′. Corner Genoa da sinistra, il movimento del braccio di Vucinic è tanto ingenuo quanto irregolare: sarebbe il primo rigore della serata, Guida lascia correre. Juve pericolosa al quarto d’ora. Vidal aggancia bene in area, provvidenziale il ritorno di Antonelli. Minuto 21, Pogba in verticale per Marchisio: inserimento perfetto del centrocampista, inguardabile il destro di controbalzo. Bianconeri padroni del campo ma che faticano a trovare spazi, ci prova dunque Bonucci sugli sviluppi di una punizione. Colpo di testa ben calibrato, cuoio di poco a lato. Analoga sorte spetta al tocco di Quagliarella al 44′, su delizioso cross di Lichtsteiner.

SBLOCCA LA JUVE – In avvio di ripresa i Campioni d’Italia cambiano marcia. Al 6′ Frey allontana la minaccia dopo una spizzata di Quagliarella, tre minuti più tardi arriva il vantaggio. Vucinic esce dal letargo dopo aver ricevuto al limite dell’area, geniale imbucata in verticale per Lichtsteiner, agevolato da un disastroso Olivera: cross rasoterra per Quagliarella, tocco a colpo sicuro, la deviazione di Granqvist non modifica la sostanza del vantaggio. Ballardini cambia tutto, tre cambi in sette giri d’orologio: dentro Rossi, Borriello e Bertolacci, fuori Manfredini, Immobile e Olivera, si passa alla linea a 4 in difesa.

LO SGARBO DI BORRIELLO – Nonostante la mutazione tattica, non sembrano esserci i presupposti per il pari, che arriva invece al 23′. Kucka anticipa De Ceglie, scappa sulla destra e si accentra aggirando nuovamente il terzino: lo slovacco va col mancino a giro cercando la porta, il tiro diventa un cross e Borriello vince la sfida di riflessi, bruciando Barzagli sul palo lontano e incornando l’1-1. Il centravanti, da bravo ex, non esulta. Floro Flores non ce la fa più e chiede un cambio che Ballardini non può operare, avendo finito le sostituzioni: il Grifone chiude in 10 e in apnea, a protezione del punto. Sgroppata centrale di Lichtsteiner al 29′, bel sinistro da fuori dello svizzero, il migliore dei suoi: Frey respinge.

IL DELIRIO FINALE – Quando scocca il minuto 35 iniziano le proteste bianconere. Giaccherini mette in mezzo, Vucinic è pronto sul secondo palo, Antonelli lo trattiene palesemente. Rigore? Neanche stavolta, si pensa al mal comune mezzo gaudio. Conte gioca le carte Giovinco – il numero 12 dipinge su punizione ma trova il palo – e Beltrame: il baby scuola Novara si rende pericoloso al 39′, parata plastica di Frey. Il pandemonio si scatena nell’ultimo dei tre minuti di recupero. Cross di Lichtsteiner, Granqvist cicca il rinvio e si spara il pallone sul braccio largo. Il gesto è nettamente involontario ma la posizione dell’arto del difensore è tale da alimentare quantomeno i dubbi, all’interno di un regolamento che continua a lasciare ai fischietti una discrezionalità pressoché totale. Finisce con Conte che entra in campo come un indemoniato a urlare la sua rabbia, con Lichtsteiner e Vucinic sanzionati per proteste. Con il Genoa che porta via un punto fra mille problemi e con un campionato parzialmente aperto. Ma viene difficile scriverne.
Marco Gaetani 




gol

paul

vidal
juve
juve
juve
juve

genoa
genoa

genoa

genoa
juve



/ 5
Thanks for voting!