4 Gennaio 1976: Juventus – Napoli

È il 4 Gennaio 1976 e si gioca allo Stadio ‘Comunale’ di Torino la sfida Juventus-Napoli. La gara è valevole per la undicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d’Italia con solo due punti di ritardo. Dall’altra parte ci sono i partenopei che conquistano un bel quinto posto finale, oltre che vincere la Coppa Italia.

Buona Visione! 


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Campionato di Serie A 1975-1976 – 11 andata
Torino – Stadio Comunale
Domenica 4 gennaio 1976
JUVENTUS-NAPOLI 2-1
MARCATORI: Savoldi rigore 4, Damiani 34, Gori S. 86

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Tardelli, Furino, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Gori S., Capello F. (Altafini 88), Bettega
Allenatore: Carlo Parola

NAPOLI: Carmignani, La Palma, Pogliana, Burgnich, Landini S., Orlandini, Massa, Juliano, Savoldi, Esposito, Boccolini
Allenatore: Luis Vinicio

ARBITRO: Michelotti


Una domenica da protagonista per l’attaccante bianconero 
Per Damiani applausi e rimproveri 
Dopo il gol realizzato ha mancato di poco il “bis” – 
Dalla panchina gli hanno detto: “Nelle partite importanti certi errori non si fanno” – 
Morini: “Quel rigore mi ha stordito, volevo farmi sostituire” – 
Capello ferito al sopracciglio nell’azione della rete decisiva – 
Causio e Parola sul “gol fantasma” 
Capello mostra con enorme fierezza il cerotto al sopracciglio sinistro. 
« Questo — dice — è il cerotto del gol vincente ». 

Giuliano beve acqua Fiuggi per disintossicarsi dalle emozioni della partita. Parola ha strani atteggiamenti: sembra che beva una ‘Gauloise’ e fumi un bicchiere di birra. La porta degli spogliatoi viene subito aperta ai giornalisti. É un giorno di festa, l’anno comincia bene, cin cin, e ci avviciniamo ai protagonisti bianconeri per farcì spiegare le fasi più importanti della partita. Alcuni episodi, oltre ai gol, vanno chiariti. Densa di emozioni, Juventus-Napoli va rivista alla nostra moviola, nel caldo degli spogliatoi fra gente allegra e finalmente serena. 

RIGORE — Il Napoli parte di slancio, aggredisce la Juventus. Massa mette in crisi Tardelli. Dopo tre minuti e mezzo c’è un contrasto in area fra i due. Cadono entrambi. Il napoletano invoca il rigore, Tardelli gli chiede se è matto. Dalla tribuna si è avuta l’impressione che il fallo fosse grave. Tardelli invece spiega: 

“lo su Massa sono entrato in takle. Lui ha perso la palla ed è venuto ad inciampare sul mio piede. Questa è la mia colpa. Valeva la pena di un calcio di rigore? ». 

Michelotti fa segno di proseguire ma rimane titubante. Mentre pensa se ha fatto bene o no a far proseguire il gioco, ancora nell’area della Juventus c’è un altro contrasto, questa volta fra Morini e Savoldi. Cade il napoletano, Michelotti ringrazia e indica il dischetto dagli undici metri. Cuccureddu confessa: 

« Per me era più grave il fallo di Tardelli ». 

Sentiamo Morini. Dice: 

« Savoldi voltava le spalle a me e alla porta, io con il piede sinistro ho cercato di anticiparlo, ho allungato la palla, lui è andato a vuoto ed è finito a terra. Un rigore cosi dopo quattro minuti ha tagliato le gambe alia Juventus, ma ha quasi ammazzato me. Nei successivi dieci minuti sono rimasto in ” trance “, non capivo più niente. Stavo quasi per chiedere di essere sostituito ».

Calcio di rigore, comunque. Alla battuta Savoldi. Martedì scorso In Nazionale contro la Grecia, Beppe l’aveva tirato alla sinistra del portiere. Questa volta cambia e beffa Zoff sulla destra. Chiediamo a Zoff: 

« Lei si aspettava che Savoldi ripetesse il tiro di Firenze? ». 

Risponde: 

“No, lui ha il piede mobile, sembra un flipper per come lo muove e all’ultimo momento cambia sempre. Se centra la porta di solito è gol. Non potevo farci nulla ‘. 

GOL DI MANO — Il Napoli insiste mentre la Juventus è frastornata. Un corner viene deviato nella rete bianconera da Massa. Michelotti convalida II gol, ma si accorge subito che II suo collaboratore ai margini del campo gli segnala un’irregolarità. Massa ha deviato la palla in rete con una mano. L’arbitro annulla la rete e rimprovera Massa. Il giocatore napoletano ammette Il fallo e gli chiede scusa. L’episodio finisce li, il risultato rimane fermo sull’1-0 ma negli spogliatoi Furino dice: 

« Questa storia dei gol segnati con le mani comincia a stancare. Provano a fare i furbi, sperando che vada bene. Fortuna che il guardalinee ha visto, ma se non vedeva? Il Napoli sarebbe passato sul 2-0. E’ ora che si prendano provvedimenti contro chi commette queste irregolarità ». 

IL PAREGGIO — Con il trascorrere dei minuti la Juventus si ristabilisce dallo choc e comincia a prendere in mano la situazione. Il gol del pareggio segnato da Damiani al 33′ è meritato. L’ala destra bianconera racconta: 

« Sul cross di Tardelli ho anticipato l’intervento di Burgnich e La Palma. Credo che la mia incursione li abbia sorpresi, come ha sorpreso il portiere. E’ destino che i miei gol li faccia quasi tutti con la testa ». 

GOL O NON GOL? — Quattro minuti dopo la Juventus ha una occasione per passare in vantaggio. E’ un episodio che farà discutere a lungo. Punizione di Causio, palla che sfugge dalle mani di Carmignani e va a battere sotto la traversa, poi in campo, prima che Carmignani la riacciuffi. Ha oltrepassato la linea? Causio esulta, ma Michelotti fa segno di proseguire il gioco mentre Il guardalinee rimane immobile. Sull’episodio ascoltiamo la versione bianconera. Parola dice: 

“Sportivamente parlando per me non è gol ». 

Causio aggiunge: 

« Sportivamente parlando non lo so, però un fotografo giura che Carmignani ha acciuffato la palla quando questa aveva già superato la linea ». 

DAMIANI SBAGLIA — Nella ripresa la Juventus domina e insegue il successo. Il Napoli si chiude bene ma ci sono alcuni discutibili episodi nell’area napoletana al punto da far invocare il rigore. La più grossa occasione però si offre a Damiani quando è II 32′. Un cross di Causio viene raccolto dall’ala destra bianconera, tutta sola dinanzi a Carmignani, la palla finisce fuori. Damiani si prende il capo tra le mani, Parola dalla panchina impreca. Fra il giocatore e l’allenatore si crea una specie di battibecco. Che cosa si sono detti? Spiega Parola: 

“Gli ho soltanto detto che quei gol in una simile partita bisogna farli ». 

Damiani spiega il suo errore: 

« Ho sbagliato perché sono stato indeciso. In settimana durante gli allenamenti avevamo anche studiato la possibilità, sui cross, di cercare il compagno smarcato con un colpo di testa, insomma non è obbligatorio cercare tutte le volte la rete direttamente. Quando mi sono visto arrivare quella palla addosso non sapevo se tirare a rete, o se passare. Un momento di incertezza. Ancora adesso che è finita la partita sono indeciso, resta il fatto che non ho tirato e nemmeno ho passato la palla, è stato un colpo di testa a metà strada.” 

GOL VINCENTE — Arriva a quattro minuti dalla fine il successo della Juventus. Capello indirizza di testa verso Gori che ancora di testa segno. Proteste napoletane, Carmignani minaccia di abbandonare il campo mentre Capello crolla sul terreno con il sangue che gli cola su una tempia. Invece di colpire II pallone, Carmignani ha colpito la fronte del centrocampista bianconero. Perché le proteste del Napoli? Si rinfacciano ai bianconeri due falli. Il primo di Capello su Carmignani, Capello nega: 

» Non ho commesso nessun fallo ». 

Il secondo di Gori su Pogliana. Gori si inquieta: 

« Non ho commesso nessuna irregolarità. Però sono stanco di sentire che gli avversari discutano i miei gol. Ogni volta che segno io nasce una polemica. Ma è mai possibile? Proteste ad Ascoli, proteste a San Siro, proteste adesso contro il Napoli. Non do neanche più ascolto a chi reagisce in questo modo. Per me e l’arbitro è gol regolare. Dicano un po’ quello che vogliono adesso, tanto non cambia nulla ». 

IL TORINO — Chiariti gli episodi più Importanti, negli spogliatoi c’è ancora spazio e tempo per discutere. L’argomento si sposta facilmente su Torino. Perché se la Juventus vince e continua a guidare la classifica, il Torino incalza spietato ad un punto dopo essersi garantito il successo anche a Firenze. Oualcuno scherza: 

« Il campionato si decide nel prossimo derby ». 

Causio non ne fa un dramma, né un motivo di preoccupazione. Anzi, ironizza e dice: 

« Importante è che la Juventus si sia ripresa dopo la sconfitta nel derby. Dopo aver perso contro il Torino ci avevano dati per spacciati e Invece siamo ancora vivi e vegeti oltre che soli in testa alla classifica. A me non displace questo predominio del calcio torinese, questo duello fra noi e I cugini mi diverte. Vinciamo noi e vincono loro, tutte le domeniche. Sarebbe bello continuasse così fino alla fine, anche perché se continua In questo modo il campionato lo vinciamo noi perché siamo già in testa ».

 — C’è ancora un derby di mezzo. 

« Di qui al derby succederanno tante cose ». 

SVOLTA TATTICA — Capello dice: 

» All’inizio eravamo mal disposti in campo. Poi il signor Parola ha cambiato e la partita ha avuto un’altra storia ». 

Parola conferma che scambiando Tardelll e Cuccureddu alla guardia di Massa e Boccolini la partita ha avuto una piega diversa. Causio aggiunge: 

“Siamo andati anche meglio nella ripresa perché Damiani ha lasciato libera la mia zona ed io ho potuto agire nel settore nel quale mi esprimo meglio, cioè quello destro. Nel primo tempo non avevo sfogo ». 

Franco Costa
tratto da: La Stampa 5 gennaio 1976


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Hurrá Juventus – Febbraio 1976

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Marco Tardelli – Hurrá Juventus – Febbraio 1976
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Marco Tardelli – Hurrá Juventus – Febbraio 1976

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