5 Gennaio 1986: Avellino – Juventus

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 5 Gennaio 1986 ed Avellino Juventus si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio ‘Partenio’ di Avellino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl’ultimi spiccoli di splendore di ‘LeRoi’ Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all’Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo ‘in volata’ lo Scudetto. L’ Avellino dal canto suo conquista una sofferta ma meritata salvezza.

Buona Visione!


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Stagione 1985-1986 – Campionato di Serie A – 1 ritorno
Avellino – Stadio Partenio
domenica 5 gennaio 1986 ore 14:30
AVELLINO-JUVENTUS 0-0

AVELLINO: Coccia, Ferroni, Amodio, De Napoli, Lucarelli, Zandonà, Agostinelli, Bertoni, Diaz, Colomba, Alessio (Batista 68)
Allenatore: Tomislav Ivic

JUVENTUS: Tacconi, Pioli, Cabrini, Pin, Brio, Favero, Mauro, Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Platini si scusa per l’errore «Un rimbalzo impossibile» 

AVELLINO — Il terreno pesante, reso molliccio e traditore dalla pioggia dei giorni scorsi, questo il ritornello che infiora le dichiarazioni dei giocatori Juventini, tutti soddisfatti comunque per il fatto che anche la difficile trasferta lrpina è stata superata senza danni.

 Chiedendo ad esemplo a Platini quale sia etata l’occasione più bella, ci si sente rispondere: 

«Non hanno influito tanto la bravura, gli errori o gli avversari bensì il terreno sul quale il pallone subiva rimbalzi strani e imprevedibili. La Juve ha forse avuto un’occasione o due in più dell’Avellino, ma credo che il risultato sia giusto». 

La possibilità che i bianconeri si adagino sugli allori e ritengano ormai supèrfluo lottare: questo iI pericolo che turba tuttora il tecnico juventino. 

«É un’insidia concreta che nel difficile confronto irpino non ci ha fortunatamente provocato danni: in ogni momento della contesa ho notato infatti grande determinazione, i miei ragazzi sono sempre stati molto attenti a sfruttare ogni possibilità.”

Le velleità della Juventus sono state contrastate da un Avellino molto agguerrito, considerazione che induce il francese ad accettare di buon grado il risultato. 

«É stata una bella partita e noi saremmo ancora più lieti se l’avessimo vinta ma a questo punto tanto vale accontentarsi. Sia chiaro comunque che abbiamo rinunciato all’idea del successo soltanto a cinque minuti dalla fine quando ormai il risultato appariva fissato-“

Platini resta o se ne va? Stando alle promesse, l’annuncio sarebbe ormai prossimo ma, a sentire l’interessato, non sono neppure da escludere sorprese. 

“Io sono tranquillo e sereno, può darsi che il 9 gennaio faccia effettivamente sapere qualcosa circa le mie intensioni. In settimana comunque avrete modo di sbizzarirvi in altri romanzi.” 

E sia. In attesa di avere il fatidico annuncio, sentiamo che cosa pensa Laudrup del pareggio conquistato dalla sua squadra.

“Abbiamo disputato un buon primo tempo durante il quale la Juve, nonostante l’Avellino abbia colpito una traversa, ha prodotto delle buone conclusioni. Diverso l’andamento della ripresa, nella quale il tenore del gioco è calato. A qualche minuto dalla fine, poi, eravamo un po’ tutti contenti e così le due squadre si sono adattate all’idea del pareggio”. 

La Juve è sempre più imprendibile: maggiori i meriti suol o i demeriti degli avversari? Ribatte Laudrup:

“Prendiamo il Napoli che ha raccolto 21 puntv su 32 o la Roma che ne ha incassato uno di meno: mi sembra che stiano disputando un ottimo campionato. Noi però stiamo facendo meglio e quindi credo che il vantaggio che abbiamo sia soprattutto spiegabile con i nostri meriti”. 

Con Serena si torna a parlare del terreno. 

«É stato un combattimento duro, una partita maschia resa molto difficile dal fondo. Il pareggio comunque ci sta tutto e allora possiamo continuare a guardare avanti con serenità.” 

Convocato per la Nazionale Sperimentale, l’attaccante è già concentrato sull’impegno di Genova. 

“Quella squadra è un assortimento di buoni giocatori, tutti molto desiderosi di far bene. E’ chiaro che daremo tutto per suscitare una buona impressione”. 

Alla pari del compagni, Tacconi osserva che il primo tempo è stato il più spettacolare e, a proposito della traversa colpita da Diaz, aggiunge: 

“L’argentino è stato molto bravo a tirare da una posizione così angolata ma non credo di aver corso seri pericoli perché controllavo la traiettoria del pallone”. 

Il piccolo record del portiere Juventino intanto si consolida ma lui, modestamente, commenta: 

“I primati mi interessano fino a un certo punto: speriamo comunque che le cose procedano bene sino alla fine” 

Conclude la sfilata Brio: 

“Sapevamo che quello di Avellino era un terreno molto insidioso e così è stato anche a causa delle condizioni ambientali che hanno reso difficile la manovra”. 

Mentre Serena esulta per la convocazione nella Sperimentale, Brio ancora una volta recrimina in cuor suo per essere stato trascurato dal tecnici azzurri. Reagisce tuttavia alla nuova delusione con grande compostezza: 

«Non mi pongo problemi per questo — dice — ognuno svolge il suo lavoro come meglio crede”.

Pier Carlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 6 gennaio 1986




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