6 Marzo 2013: Juventus – Celtic

É il 6 Marzo 2013 e Juventus e Celtic si sfidano in questa partita valevole per la gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2012-13 allo ‘Juventus Stadium’ di Torino.

É una Juventus Campione d’Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. In Coppa Italia i bianconeri raggiungono le semifinali dove dovranno cedere ai biancocelesti della Lazio.

Per quanto riguarda la massima competizione europea, la Juventus (dopo aver super il girone iniziale) ed aver battuto il Celtic Glasgow negli Ottavi di Finale, si dovrá arrendere ai tedeschi del Bayern Monaco.

Buona Visione!


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Stagione 2012-2013 – Champions League – Ottavi, ritorno

Torino – Juventus Stadium
mercoledì 6 marzo 2013 ore 20:45
JUVENTUS-CELTIC GLASGOW 2-0
MARCATORI: Matri 24, Quagliarella 65

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Bonucci, Marrone, Barzagli, Padoin, Vidal (Isla 67), Pirlo (Giaccherini 69), Pogba, Peluso (Asamoah 59), Quagliarella, Matri
A disposizione: Storari, Chiellini, Vucinic, Giovinco S. 
Allenatore: Antonio Conte

CELTIC GLASGOW (4-3-2-1): Forster, Matthews (Forrest 52), Wilson, Wanyama (Ambrose 46), Izaguirre, Samaras, Kayal, Ledley, Mulgrew, Commons (Lassad Nouioui 73), Hooper
A disposizione: Zaluska, Miku, Stokes, McGeouch
Allenatore: Neil Lennon

ARBITRO: Aydinus (Turchia)
AMMONIZIONI: Peluso 17 (Juventus); Izaguirre 65 (Celtic Glasgow)




La squadra di Conte (18° risultato utile in Europa) sbriga la pratica col Celtic piegando gli scozzesi anche al ritorno. Decidono le reti di Matri e Quagliarella. Gara senza storia, controllata da Barzagli e compagni con il minimo sforzo
TORINO – La Juve sbriga senza patemi (2-0) la pratica Celtic e vola ai quarti di Champions a suon di record: 18° risultato utile in Europa (leggi 2 anni di imbattibilità) e 490′ senza subire reti. Davvero un bel biglietto da visita per presentarsi al tavolo con le grandi. Doveva essere una formalità e formalità e stata. Anche e soprattutto per merito dei bianconeri che non hanno preso l’impegno sottogamba, sopendo fino in fondo anche la residua voglia degli scozzesi di lasciare la competizione almeno con un gol.
BENE MARRONE, QUAGLIARELLA SI SBLOCCA – La conferma della crescita di Marrone nel ruolo di centrale difensivo e il ritorno al gol dopo 40 giorni di digiuno di Quagliarella sono le note più liete di una serata che si è presto tramutata, per la Juve in un semplice allenamento. Ma bene è andato anche Pogba, soprattutto in fase di contenimento. Rivedibile invece Padoin che, inevitabilmente, ha dimostrato di non poter reggere il confronto a distanza sulla fascia destra con Lichtsteiner del quale non ha né la forza né il passo.  
UN TURN-OVER MODERATO – Per non voler rischiare nulla, Conte ha deciso di optare per un turn-over moderato con Marrone al posto di Chiellini in difesa, Padoin e Peluso sugli esterni, Pogba invece di Marchisio a centrocampo e Quagliarella al fianco di Matri in attacco. Visto il largo margine di vantaggio, la Juve ha deciso di aspettare un Celtic sfrontato, pronto a trasformare l’elastico 4-5-1 in un minaccioso 4-3-3 con Commons e il rientrante Samaras al fianco di Hooper.
MATRI, COME ALL’ANDATA – Ha rischiato il minimo (sinistro di Ledley al 21′ che ha sfiorato l’incrocio) e alla prima vera azione, al 24′, è passata: Barzagli ha recuperato palla sulla trequarti e ha smarcato in area Quagliarella che con un bel sinistro in girata ha impegnato Forster; sulla respinta è piombato come un falco Matri che da due passi ha insaccato, replicando il gol iniziale già segnato all’andata a Glasgow.
HOOPER SFIORA IL PARI – Il Celtic non si è dato per vinto e ha continuato a spingere sfiorando per due volte il pari con Hooper. La Juve ha lasciato fare non rinunciando mai, però, ad agire di rimessa: e per due volte, prima della fine del tempo, ha tenuto in allerta con Vidal il portiere ospite.
QUAGLIARELLA CHIUDE I CONTI – Chi si aspettava un Celtic all’arrembaggio nella ripresa si è presto dovuto ricredere. La Juve non ha concesso più campo e, se si eccettua un colpo di testa del subentrato Ambrose su un calcio d’angolo, non ha rischiato più nulla. E al 65′ si è tolta anche la soddisfazione di raddoppiare con un’azione classica: taglio di Pirlo per l’inserimento di Vidal che ha generosamente servito a Quagliarella un pallone d’appoggiare solo in rete a porta vuota. La partita è finita qui. Lo spettacolo allora si è trasferito sulle tribune dove i tifosi del Celtic hanno dato l’ennesima dimostrazione di sportività e civiltà cantando e applaudendo tutti fino in fondo. E questo l’unico aspetto del calcio in cui gli scozzesi hanno davvero qualcosa da insegnarci.
Jacopo Manfredi 



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