Stelle Bianconere: Angelo Di Livio

Attraverso il nostro blog JLSSN – Juventus La Storia Siamo Noi vi regaliamo questo filmato sulla leggenda bianconera Angelo Di Livio.

Alla Juventus, durante la gestione di Marcello Lippi, ha giocato come ala tornante o terzino, sia a destra che a sinistra, mentre nella Fiorentina ha ricoperto anche il ruolo di centrocampista centrale. Abile in fase difensiva nonché dotato di scatto e resistenza, era noto come «il soldatino», soprannome originariamente coniato da Roberto Baggio per sottolineare la sua particolare andatura nella corsa, ma che divenne poi, nell’immaginario collettivo, un riconoscimento del suo spirito di sacrificio.

Dopo questa lunga trafila nelle serie minori, arriva alla Juventus per volontà di Giovanni Trapattoni, acquistato per 4 miliardi di lire. Debutta così in Serie A all’età di ventisette anni, nella trasferta sul campo della Roma (2-1 per i padroni di casa) del 5 settembre 1993. Realizza il suo primo gol in bianconero il 27 ottobre seguente, nella partita di Coppa Italia persa per 4-3 contro il Venezia, mentre la prima marcatura in campionato arriva solo all’inizio della sua seconda stagione con la Vecchia Signora, il 25 settembre 1994, nell’1-0 ai danni della Sampdoria. È inoltre suo l’assist per il primo gol in bianconero di Alessandro Del Piero, già suo compagno di squadra a Padova. Segna anche una rete in Champions League, nel settembre del 1995 contro i rumeni della Steaua Bucarest, partita che vede i torinesi prevalere 3-0.

È stato uno dei titolari inamovibili nella plurivittoriosa Juventus di Marcello Lippi, con cui nella seconda metà degli anni 1990 ha conquistato in ambito nazionale 3 scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe di Lega, e in campo internazionale 1 Champions League, 1 Supercoppa UEFA e 1 Coppa Intercontinentale

Buona Visione!

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“[Su Zinedine Zidane] Ho un ricordo sempre positivo, è stato un grandissimo campione. La sua timidezza era evidente ma a volte si trasformava in furbizia e allora faceva scherzi o anche battute. A livello tecnico penso sia stato il più forte trequartista in assoluto dell’ultima generazione.” – Angelo Di Livio

„Díaz si deve vergognare per le sue insinuazioni sulla vittoria della Juventus della Coppa Intercontinentale contro il River Plate del 1996. Abbiamo vinto quel trofeo e la Coppa dei Campioni qualche mese prima perché eravamo più forti e meglio allenati. Se avessimo fatto uso di sostanze illegali non avremmo vinto solamente ai rigori contro l’Ajax e con un gol di Del Piero su un mio calcio d’angolo nel finale contro gli argentini.” – Angelo Di Livio

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„La maglia della Juve ha un effetto incredibile; quando qualcuno la indossa, diventa Superman. È magica, gloriosa, dona al singolo giocatore una forza che lui stesso non sa di avere. Dicono sia una maglia pesante: ma se la senti pesante, semplicemente, è perché non hai le qualità per vestirla.“ – Angelo Di Livio


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ANGELO DI LIVIO Quel soldatino sempre sull’attenti l’ideale per ogni,«generale» Angelo Di Livio è nato il 26 luglio 1966 a Roma. È un «soldatino» nel senso più nobile della parola, ligio al dovere, sempre pronto a farsi in quattro pur di onorare la maglia che indossa. 

Allevato nel vivaio romanista, fa strada nel Padova, in serie B, in coppia con Benarrivo e al servizio di un «certo» Alessandro Del Piero, per il quale diventerà una sorta di fratello maggiore. Di Livio e Del Piero passano alla Juventus nella stagione 1993-94. È l’ultimo anno di Boniperti e Trapattoni. Proprio il Trap lo trasforma in un’ala destra fra le più complete in circolazione, difesa : attacco, attacco e difesa. 

Con Lippi, la consacrazione. Di Livio si ritaglia uno spazio cruciale, forte di un’umiltà e di un eclettismo che lo portano a ricoprire i ruoli più svariati, terzino, tornante, centrale di metà campo. Ricapitolando: 187 presenze e 3 gol in campionato, tre scudetti (1995, 1997, 1998), una Coppa Italia (1995), due Supercoppe di Lega (1995, 1997), una Champions League (1996), una Supercoppa d’Europa (1996), una Coppa Intercontinentale (1996). Sfonda anche in Nazionale (40 presenze, 0 gol), partecipa agh sfortunati Mondiali del 1998 e all’edizione fallimentare del 2002. 

Dopo la Juve, la Fiorentina: una bandiera anche lì, nonostante gli storici livori. 

tratto da: La Stampa 19 Gennaio 2004

 

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